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Mercoledì, 18 Feb 2026

Comunicato di Usi-Ricerca

Nella giornata di ieri, giovedì 23 gennaio 2014, si è tenuto un incontro tra l’amministrazione e Usi-Ricerca sul questionario di autovalutazione che il neo direttore della Dcit, Francesco Castanò, ha sottoposto ai lavoratori della direzione informatica dell’Istituto nella settimana precedente le festività natalizie.

Come ricordato dal direttore generale Weber, l’incontro scaturisce proprio dalla richiesta di chiarimenti che Usi-Ricerca ha prontamente rivolto all’amministrazione e al contemporaneo invito ai lavoratori a non compilare il questionario di autovalutazione, non essendo chiari i presupposti e gli obiettivi dell’iniziativa, peraltro ingiustificatamente limitata ai soli dipendenti della direzioni informatica.

Solo il 9 gennaio scorso l’amministrazione, con una lettera a firma del direttore generale f.f., spiegava che l’iniziativa era legata al processo di change management approvato dal Comitato di presidenza.

Alla pronta richiesta inoltrata da Usi Ricerca di invio di tutta la documentazione, l’amministrazione ha fatto seguire soltanto  la convocazione all’incontro di cui sopra.

Il direttore Castanò, in apertura di riunione, ha ripercorso brevemente le tappe a partire da un internal audit sui sistemi informativi del  2010, che ha dato il via al progetto di change management che si poneva come  obiettivi : i) una compliance di alcuni adempimenti normativi (cad, disaster recovery,  business continuity); ii) un benchmark con riferimento agli istituti di statistica di altri Paesi; iii) una revisione dei processi standard secondo la modalità Itil.

In questo contesto, il questionario di autovalutazione inviato ai lavoratori della Dcit avrebbe dovuto rispondere alle necessità di meglio definire le competenze attualmente esistenti, anche per la progettazione di attività di formazione, soddisfacendo così le esigenze conoscitive del neo direttore. A specifica domanda, il direttore Castanò ha escluso che nei progetti attuali si possa prefigurare un’esternalizzazione delle attività informatiche dell’Istat e che il suo obiettivo è quello di realizzare un private cloud gestito con personale dell’Istituto, che continuerà a coordinare e controllare tutte le attività principali.

Al di là dei buoni propositi del direttore Castanò, Usi-Ricerca ha ribadito la necessità di comprendere esattamente, a partire dallo studio progettuale interno del 2010-2011, di cui si ignorano i contenuti, quali siano le scelte che l’amministrazione si appresterebbe ad adottare per  modificare la funzione informatica, che all’Istat vanta una lunga tradizione, e le eventuali ricadute sui lavoratori  (specialmente della Dcit, ma non solo), in particolare sulla loro riqualificazione professionale.

A tal proposito, Usi Ricerca ha chiesto chiarimenti sulla fornitura di servizi di supporto alle attività di change management, una gara d’appalto di circa 400 mila euro che è stata aggiudicata alla società Deloitte Consulting srl nel 2013.

Il direttore generale e il direttore Dcit hanno dichiarato di non conoscere i contenuti del capitolato tecnico e non hanno saputo specificare: a) chi fosse il direttore per l’esecuzione del contratto; b) in quale mese avesse avuto inizio la fornitura; c) se si fosse conclusa la prima fase, che prevede la realizzazione del change management e l’implementazione di nuovi processi nelle strutture organizzative esistenti;  d) se e in che misura il personale della Deloitte fosse stato o fosse ancora presente all’interno dell’Istituto; e) gli esiti della valutazione in corso d’opera e del collaudo della fornitura anche ai fini del pagamento delle prestazioni.

Senza tutti questi elementi e senza conoscere nel merito le risultanze delle 9 aree di intervento previste per la prima fase di change management appare oggettivamente difficile giustificare (dal lato dell’amministrazione) e valutare (da parte di Usi Ricerca, per la tutela dei lavoratori) l’effettiva esigenza di un questionario di autovalutazione.

Usi-Ricerca, infine, ha chiesto chiarimenti in merito al documento “Metodi e strumenti per un assessment dell’infrastruttura Ict dell’Istat”  del 18 dicembre 2013, realizzato congiuntamente da personale Istat e da personale Gartner, in cui si afferma, tra l’altro, di valutare la “convenienza di tenere i servizi in house o di valutare l’ipotesi di outsourcing/cloud”.

Il direttore Dcit nel chiarire che ha contestato agli autori, non condividendola, quella specifica frase, ha fatto presente che il contributo di Gartner rientra in un’analisi di contesto standard, che Gartner stesso offre a titolo gratuito.

Usi-Ricerca ha manifestato anche al direttore generale la propria perplessità in merito alla possibilità che una società privata, che si trova in una posizione di concorrenza di mercato con altre società del settore, possa effettuare consulenze tecniche al di fuori di una specifica e formale individuazione dei ruoli, soprattutto se per lo svolgimento dell’incarico si renda necessario acquisire informazioni di carattere strategico o che coinvolgano misure di sicurezza dei sistemi.

A questo punto spetta all’amministrazione fornire tutti i chiarimenti e i documenti richiesti da Usi-Ricerca, in mancanza dei quali non è possibile avviare un sereno confronto nel merito della riprogettazione della funzione informatica dell’Istat e della sua ripercussione sull'organizzazione del lavoro.

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