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Mercoledì, 18 Feb 2026

di Flavia Scotti

Il 21, 22 e 23 gennaio si sono tenuti a Napoli, alla Stazione Zoologica Dohrn, con la partecipazione di oltre 80 ricercatori di tutta Europa, gli Stati Generali del cosiddetto Embrc (European marine biological research center), che collega i centri di ricerca di sette paesi (Italia, Francia, Belgio, Olanda, Portogallo, Grecia ed Israele).

Il progetto ha creato un'organizzazione globale per la ricerca sulla biologia marina e, nella sua fase preparatoria, durata tre anni, con un finanziamento di 3,9 milioni di euro concessi dall'Unione Europea, è stata messa a punto la sua struttura organizzativa.

L’idea era partita nel lontano febbraio del 2011 proprio dalla Stazione Zoologica dove  ha trovato, la scorsa settimana, il suggello finale per poter imbastire il proprio modus operandi. Insomma, si tratta di quella che dovrebbe essere una prova tangibile dell'uso dei tanto nominati fondi europei, i cui benefici si dovrebbero riversare anche sul nostro territorio nazionale.

Il condizionale è d'obbligo in una materia come i fondi Eu che, soprattutto nella ricerca, trova nell'Esfri (European strategy forum on research infrastructures), cioè il forum europeo strategico per le infrastrutture di ricerca, un ruolo di supporto allo sviluppo di politiche per la ricerca in Europa. L'Embrc è inserita in questo contesto ed è, dunque, con la sua neo struttura pronta per accogliere i finanziamenti legati a specifici programmi europei come il più noto Horizon 2014-2020.

Un'occasione di grande importanza che investe l'Italia ed il suo Sud, che avrebbe un'opportunità più unica che rara di incrementare il suo peso specifico nella promettente ricerca marina, in un paese che è naturalmente a vocazione marina.

Adesso, però, si apre la partita decisiva per il futuro coordinamento di questo organismo, ovvero quella di portarne la sede a Napoli, arginando così la tendenza a una concentrazione di simili strutture nei paesi nordici.

Determinante, al riguardo, sarà il ruolo del Miur, il cui comportamento finora, secondo il presidente Danovaro, “è stato encomiabile, a dimostrazione che le cose anche in Italia possono funzionare”.

Importante sarà il coinvolgimento dei ricercatori, attraverso il  finanziamento di progetti che abbiano un notevole valore aggiunto per la ricerca scientifica.

La platea dell’evento tenutosi nei giorni scorsi alla Stazione Zoologica è stata sorprendentemente allargata a ricercatori e tecnologi dell’ente, interessati a partecipare.

Sembra, infatti, superata, con il nuovo corso del presidente Danovaro, un'antica consuetudine, sempre oggetto di polemiche, che vedeva fino a un recente passato la partecipazione di pochi e selezionati "eletti" alle diverse riunioni tenutesi durante i tre anni dalla fase preparatoria di Embrc.

Si diceva, per i corridoi, che le riunioni avvenissero usando liste ben scremate di persone  o che lo stesso Embrc fosse un acronimo di una non ben precisata associazione di mutuo soccorso, ma le lettere non corrispondevano al significato in inglese e, dunque, largo all'alba che verrà ... e vigili.

Perché il passato talvolta ritorna, ma c’è anche il rischio che non passi mai.

Sono in tanti, infatti, ad attendere che Danovaro batta quanto prima più di un colpo perché, se così non fosse, la delusione sarebbe davvero grande.

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