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Mercoledì, 26 Ago 2026

di Flavia Scotti

I fatidici cento giorni della nuova gestione Danovaro alla Stazione Zoologica Anton Dohrn se ne sono andati. Chi (davvero tanti) sperava che tale lasso di tempo sarebbe stato sufficiente per intravedere l’alba di un uovo giorno per il piccolo ma prestigioso ente di ricerca partenopeo fatica a nascondere una certa delusione.

Segnali di discontinuità concreti rispetto al passato non si sono intravisti, tutto sembra procedere come prima.

Ad onor del vero, di discorsi programmatici ve ne sono stati, anche troppi, ma tutto è rimasto tale. Nulla è cambiato, neppure il direttore generale che, seppure ad interim, continua a svolgere il suo mandato, senza che si registrino iniziative volte ad avviare una pubblica call per individuare il nuovo numero due della Stazione Zoologica.

Dopo le recenti vicissitudini, tutt’altro che secondarie, legate alla stabilità dell’immobile che ospita l’ente, sembra in forte ascesa il malcontento tra il personale, soprattutto tra quello a tempo determinato che nel piano triennale di fabbisogno, di recente messo a punto dall’ente, dopo tanto parlare, non vede prospettive concrete di soluzione al problema del precariato, che non può prescindere da un corposo ampliamento della dotazione organica, con il necessario placet da parte del Miur.

Intanto, domani il presidente Danovaro presenterà il piano per la riorganizzazione dell’ente, con un documento top secret, nonostante a dicembre fosse stato assicurato un coinvolgimento di tutto il personale.

Attesa anche per il conferimento degli incarichi di coordinamento, che potrebbe far salire ancora di più il malumore.

Il tutto mentre si registra l’assenza del direttore generale ad interim al tavolo delle trattative sindacali, che in maniera del tutto irrituale vengono condotte da un uomo solo, sempre lo stesso: il presidente Danovaro.

Quali i motivi dell’assenza del dg Cinquegrani? Mistero.

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