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Venerdì, 19 Giu 2026

Archiviate le feriae augusti, anche negli enti di ricerca si è tornati alla normalità. Alla Stazione zoologica Anton Dohrn, per la verità, il periodo canicolare è stato caratterizzato da polemiche, consequenziali al famoso retreat di Ischia, svoltosi dal 7 al 9 luglio, nel corso del quale, in un clima di grande cordialità tra i presenti (quasi tutto il personale dell’ente, il presidente e il dg), il Consiglio scientifico (presenti 4 componenti su 7) aveva valutato la produzione scientifica dell’ente di ricerca partenopeo.

Il documento, trasmesso alla presidenza e al cda della Stazione dal presidente del Consiglio scientifico, si compone di tre pagine, scritte in inglese, indicato come estratto della valutazione degli 8 programmi di Ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Lo stralcio riserva a ogni singolo programma una cenno di valutazione scritta e, “in summary”, un sintetico giudizio finale.

Ciò che colpisce di questo documento è che sembra non esserci un modello comune di valutazione per ogni programma.

Infatti, per qualcuno si esordisce subito con un giudizio di valore; per qualcuno si osserva la dimensione del gruppo, mentre per altri non si fa alcuna menzione a questo aspetto; per qualche altro, sono importanti le competenze tecnologiche, mentre per altri non v’è alcun riferimento ad esse; per altri ancora si accenna ai troppi modelli sperimentali usati. In altre valutazioni, poi, si fa riferimento alla sinergia o meno con altri gruppi. Per i primi cinque programmi, viene sottolineata la qualità o meno delle pubblicazioni mentre per i rimanenti tre sembra non essere importante farvi riferimento.

Nei cosiddetti “in summary”, per qualcuno prevale un entusiastico giudizio di apprezzamento, per altri, invece, si omette il giudizio e si stabiliscono direttamente potenziali sviluppi futuri mentre per altri addirittura si auspicano più risorse mentre manca un giudizio di valore. Per altri ancora c’è il semplice consiglio sullo sviluppo di tecnologie; per uno, infine, compare il concetto di non competitività nazionale ed internazionale.

Il documento si conclude in maniera salomonica, precisando che le presentazioni sono state molto buone (!?!) e ritenendo essenziale che in futuro il Consiglio scientifico possa avere un personale confronto con ogni gruppo, quantificando temporalmente l’incontro in mezza giornata o in alcune ore e, da ultimo, lo stesso Consiglio suggerisce a tutti i ricercatori di organizzare la loro pagina nel sistema Scholar Citations … pena la non considerazione dei futuri assegnamenti finanziari ai rispettivi programmi di ricerca.

Insomma dalla lettura dello stralcio del documento di valutazione, sembra di capire che il Consiglio scientifico fino a oggi non abbia avuto alcun incontro con i gruppi di ricerca che bisognava valutare e, inoltre, che, evidentemente, le citazioni su Scholar Citations non sarebbero state inserite da tutti i ricercatori.

Se così fosse, la domanda nascerebbe spontanea: perché con largo anticipo e, comunque, prima della valutazione, non sono stati definiti criteri e modalità ai quali i ricercatori si sarebbero dovuti attenere?

Forse sarebbe stato più rigoroso osservare, da subito, che i 10 minuti concessi ai responsabili per illustrare in quel di Ischia i singoli programmi non erano sufficienti per valutare in maniera esaustiva le linee di ricerca di un ente pubblico come la Stazione zoologica Anton Dohrn, e che, inoltre, c’era bisogno di verificare nei singoli laboratori il lavoro svolto, così come le effettive  citazioni dei relativi lavori, per poter esprimere, con un’omogenea metodologia di valutazione, un giudizio.

A breve dovrebbe essere diffuso il Report completo redatto dal Consiglio scientifico durante il ritiro presso l’Hotel Continental di Ischia.

Non è profetico prevedere nuove e più intense polemiche.

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