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Venerdì, 19 Giu 2026

Il documento programmatico del prof. Giorgio Alleva, dapprima presentato al Ministro della semplificazione e al Parlamento e, successivamente al suo insediamento al vertice dell’Istat, anche a tutto il personale dell’ente, sembrava preannunciare una sorta di “rivoluzione” nell’ultraottuagenario Istituto nazionale di statistica.

A quasi tre mesi dal suo ingresso in via Balbo, non c’è chi non veda che nulla sembra essere mutato, anzi qualcosa è addirittura peggiorata.

Se la politica delle proroghe, già molto in voga tra i predecessori di Alleva, per i costosissimi pletorici incarichi dirigenziali tecnici e amministrativi ha trovato immediata conferma, la stessa cosa può dirsi per la politica del personale, che continua ad ignorare le legittime istanze dei lavoratori che da anni (e non da mesi) attendono provvedimenti concreti da parte dell’amministrazione su problematiche che Usi-Ricerca, tempestivamente, si è preoccupata di segnalare al n. 1 dell’Istat, fin dal 8 luglio scorso, nonché con successivi solleciti [1, 2].

All’ennesima richiesta di riavviare, a partire dalla riunione indetta per il 15 settembre, la trattativa integrativa su problematiche urgenti, tra le quali la definizione dei criteri di erogazione della produttività individuale e collettiva per gli anni dal 2011 al 2014 e l’applicazione ex artt. 52 e 65 (cambi profilo), ex artt. 53 e 54 (progressioni economiche e di livello), l'unica risposta è giunta il 3 settembre scorso e testualmente recitava:

“Si comunica che non è possibile aderire alla richiesta di codesto Sindacato in quanto i tempi fissati per l'incontro del 15 settembre prossimo, articolato nella doppia relazione sindacale dell'informativa e della contrattazione integrativa, sono appena sufficienti a trattare gli argomenti all'odg già stabilito; peraltro i nuovi punti segnalati, riguardando materie oggetto di contrattazione integrativa, graverebbero tutti nelle ore pomeridiane del giorno indicato.

E’ impegno dell’Amministrazione procedere a breve alla fissazione di un nuovo incontro di contrattazione in cui discutere quanto richiesto da codesto Sindacato”.

Da allora, sono passati 41 giorni e il termine “breve” inteso da Alleva non è ancora maturato, segno evidente dello scarso interesse della nuova amministrazione rispetto alle legittime aspettative dei dipendenti, che incredibile dictu ancora attendono che venga data applicazione all'accordo sottoscritto il 31 luglio, riguardante il conguaglio dei contributi per benefici assistenziali per l'anno 2012.

Eppure, nel suo messaggio al personale dell’Istat, che reca la data del 23 luglio 2014, Alleva aveva, tra l’altro, scritto: “Sarà mia cura assicurare il benessere del personale, apprezzandone le competenze e le aspettative di carriera, assicurando la qualità del luogo di lavoro, favorendo la conciliazione del lavoro con esigenze personali o famigliari”.

Se il buongiorno si vede dal mattino …

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