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Martedì, 17 Feb 2026

I segnali c’erano tutti e si erano manifestati circa un anno fa, quando in Parlamento venne presentato un disegno di legge finalizzato al riordino degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) e alla istituzione dell'Agenzia nazionale di ricerca in agricoltura.

Dopo l’insediamento del governo Renzi, e la nomina di Maurizio Martina alla guida del Mipaaf, c’è stata un decisa accelerazione, che Il Foglietto ha puntualmente seguito [1, 2, 3, 4], culminata con il disegno di legge di stabilità 2015, licenziato dal governo il 15 ottobre scorso.

Infatti, l’art. 32 del predetto provvedimento, salvo modifiche in sede di approvazione da parte delle Camere, stabilisce che ”al fine di razionalizzare il settore della ricerca e della sperimentazione nel settore agroalimentare e di sostenere gli spin-off tecnologici, nonché al fine di razionalizzare e contenere la spesa pubblica … l’Istituto nazionale di economia agraria (Inea) è incorporato nel Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), che assume la denominazione di Agenzia unica per la ricerca, la sperimentazione in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria”.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della suddetta legge di stabilità, con decreto congiunto del ministro delle Politiche agricole e di quello dell’Economia, saranno individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie dell’Inea da trasferire all’Agenzia.

Alla guida della nascente Agenzia sarà proposto un commissario straordinario, che resterà in carica - probabilmente con due sub commissari - per un anno, prorogabile una sola volta, con il compito di predisporre un piano per il rilancio e la razionalizzazione delle attività di ricerca e sperimentazione in agricoltura; di redigere lo statuto dell’Agenzia stessa; di stabilire gli interventi di efficientamento organizzativo ed economico, finalizzati all’accorpamento, riduzione e razionalizzazione delle strutture e delle attività degli enti coinvolti (Cra e Inea).

I centri di ricerca e sperimentazione, stando al contenuto del disegno di legge di stabilità, diverranno di livello interregionale, con una riduzione delle articolazioni territoriali di almeno il 50%, e con il taglio degli oneri amministrativi e delle spese per personale, pari ad almeno il 10% rispetto ai livelli attuali.

Comunque, già con l’approvazione della legge di stabilità ci sarà una decurtazione di 3 milioni annui del finanziamento ordinario a carico dello Stato.

Una misura che avrà come primo effetto tagli negli organici e espulsione del personale precario.

Vedremo se in Parlamento coloro i quali si ergono a difensori del mondo della ricerca avalleranno un simile operazione di smantellamento di due importanti enti.

Intanto, non sono pochi coloro che ipotizzano che a rivestire la carica di commissario straordinario della nuova Agenzia sarà Giuseppe Alonzo, attuale presidente del Cra.

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