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Martedì, 17 Feb 2026

Sulla telenovela, approdata giovedì scorso sul settimanale Panorama, che da più di due mesi sta andando in scena in via di Vigna Murata, sede storica dell’Ingv, domani potrebbe calare il sipario.

Questa almeno è la convinzione di alcuni degli attori, con in testa il presidente Stefano Gresta, dopo che dal Miur ha ottenuto, lo scorso 12 novembre, una sorta di liberatoria, che gli permetterebbe di riprendere a pieno titolo il suo ruolo di n. 1 dell’Ingv.

Il Miur, infatti, dopo aver ricevuto da Gresta formale rassicurazione circa la rinuncia all’incarico - che il responsabile anticorruzione dell’Ingv aveva segnalato ai revisori dei conti come affetto da incompatibilità - di membro della commissione per la valutazione di un progetto di ricerca tra Università di Catania (dove lo stesso Gresta è titolare di cattedra) e l’Ingv (presso il quale è presidente), ha rimosso nei confronti del medesimo le limitazioni all’esercizio delle funzioni contenute in una nota del 25 settembre, con  la quale era stato imposto a tutto il cda di astenersi dal deliberare “su tematiche delicate” che evidentemente fossero “in conflitto di interesse con il ruolo istituzionale”.

Le segnalazioni di presunte incompatibilità del responsabile anticorruzione dell’Ingv riguardavano anche altri componenti del cda.

Gresta, però, senza attendere la liberatoria anche per gli altri membri in odore di incompatibilità, venerdì della scorsa settimana ha immediatamente convocato il consiglio di amministrazione per questa mattina alle 11, con all’ordine del giorno il piano assunzioni di cui alla legge 128/2013, molto atteso dal personale precario, e un non meglio specificato punto “Direzione generale e questioni gestionali”.

Nessuno, ma proprio nessuno è in grado di prevedere quello che oggi accadrà in via di Vigna Murata. C’è chi, una esigua minoranza, è pronto a scommettere che finirà tutto a tarallucci e vino, che tutto riprenderà come prima, come se nulla fosse accaduto dal 5 agosto a oggi, con un volemose bene.

Ma sono in tanti, invece, a ipotizzare un vero e proprio redde rationem, con possibili dimissioni, contestazioni in merito alla validità della seduta o, peggio ancora, revoca di incarichi.

A complicare la caotica situazione in cui versa l’ente presieduto da Stefano Gresta e diretto da Massimo Ghilardi sta contribuendo anche il Miur, specialmente dopo che, con una lettera del 30 ottobre scorso ha consigliato “con spirito collaborativo”, di assumere, prima di bandire concorsi: a) tutti  i vincitori collocati nelle proprie graduatorie vigenti di concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato per qualsiasi qualifica, salve comprovate non temporanee necessità organizzative adeguatamente motivate; b) tutti gli idonei presenti in eventuali graduatorie ancora valide, per professionalità necessarie anche secondo un criterio di equivalenza.

Aggiungendo che ”la scelta di procedere al reclutamento delle n. 65 unità di personale di IV-VIII livello esclusivamente mediante le procedure speciali costituirebbe una ipotesi non in linea qualora per i corrispondenti profili professionali ricorressero le condizioni previste dal citato art. 4, comma 3, del D.L. 101/2013”.

Tale nota è stata considerata da molti una invasione di campo, soprattutto se si tiene conto di quanto ebbe a dichiarare in Parlamento il 14 marzo 2014 l’allora (e attuale) sottosegretario all’Istruzione, università e ricerca, Gabriele Toccafondi, in risposta a una interpellanza urgente sulle vicenda della sede pisana dell’Ingv, presentata dal deputato Pd, Paolo Fontanelli.

Il sottosegretario, in quella occasione, affermò testualmente che “la forma di vigilanza che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca esercita sull'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) non prevede meccanismi di intervento su scelte, come quelle oggetto dell'interpellanza, che sono espressione dell'autonomia organizzativa, finanziaria e contabile che la legge riconosce all'ente”.

Ma allora, se così è, perché il Miur sulle modalità di assunzione di 200 unità di personale ha impartito direttive all’Ingv, seppure con “spirito collaborativo”?

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