Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 25 Ago 2026

di Rocco Tritto

E’ notte fonda al vertice dell’Istituto nazionale di statistica. Chi si aspettava concreti segnali che annunciassero la grande “rivoluzione” promessa da Giorgio Alleva, deve pazientare e chissà per quanto.

La già rabberciata squadra di Alleva, presidente dell’Istat da luglio scorso, che non può contare su un direttore generale pleno jure, con direttori di dipartimento e direttori tecnici centrali prorogati fino al 30 giugno 2015 e dirigenti di servizio addirittura per un anno, da ieri è ufficialmente priva anche del direttore del personale.

Giovedì della scorsa settimana, infatti, Michele Palma, ha gettato inopinatamente la spugna, rassegnando le proprie dimissioni dall’incarico, che aveva assunto il 1° luglio, con scadenza 30 giugno 2017, e ha deciso di rientrare immediatamente nei ruoli dirigenziali della Presidenza del Consiglio.

L’esperienza di Palma in via Balbo è durata meno di cinque mesi. Anche il suo predecessore, Antonino Costantino, aveva lasciato anticipatamente l'incarico.

Sono in tanti a chiedersi le motivazioni della drastica quanto inattesa decisione che, ancora una volta, ha liberato anzitempo la poltrona dirigenziale.

Dalla rigorosa consegna del silenzio, che da alcuni giorni regna ai piani nobili di via Balbo, sono trapelate solo indiscrezioni in base alle quali le dimissioni di Palma sarebbero state determinate dalla impossibilità di condividere il recente accordo sulla proroga triennale dei circa 400 contratti di lavoro a tempo determinato.

Sempre indiscrezioni riferiscono che l’ormai ex capo del personale non sarebbe stato coinvolto dalla direzione generale (affidata a un reggente) nella stesura dell’ultima versione dell’accordo, che è stata firmata nel pomeriggio del 27 novembre scorso.

Sia come sia, è certo che all'Istat a fare il capo del personale si resiste sempre meno e che quel posto sembra abbia perso ormai molta della sua forza attrattiva.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
Back To Top