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Lunedì, 25 Mag 2026

UnisiSi chiama ZikAlliance ed è il consorzio multidisciplinare internazionale che ha ricevuto dall’Ue 12 mln nell’ambito del programma Horizon 2020, per realizzare un progetto di ricerca all’avanguardia che mira a combattere l’epidemia provocata dal virus Zika in Sud America e nei Caraibi.

L’Università di Siena è parte del consorzio, con il team del professor Maurizio Botta, una delle due realtà italiane - insieme alla trentina Fondazione Edmund Mach - che lavoreranno con gruppi di ricercatori di 18 Paesi, per un periodo di tre anni.

Con l’obiettivo di sconfiggere il virus, che si è già diffuso in 73 Paesi, il consorzio di ricerca coinvolge numerose discipline accademiche per comprendere, innanzitutto, l’impatto di Zika sulla gravidanza e il percorso di sviluppo e diffusione del virus stesso nell’uomo.

Il gruppo di ricerca di Siena, all’interno del dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia, avrà l’obiettivo di individuare e sviluppare molecole per produrre farmaci in grado di inibire la proliferazione del virus Zika e quindi curare la malattia provocata dall’infezione.

Il gruppo di ricerca del professor Botta all’interno di ZikAlliance lavorerà con un approccio altamente interdisciplinare, integrando la chimica computazionale con la sintesi organica, la chimica analitica e la veicolazione di farmaci, mettendo in gioco la notevole competenza nel campo dello sviluppo di antivirali, anche ad ampio spettro.

Oltre a Botta, chimico farmaceutico, parteciperanno la professoressa Elena Dreassi, esperta di analisi del farmaco, e un gruppo di giovani ricercatori, tra cui le dottoresse Annalaura Brai, esperta in sintesi chimica, e Iuni Trist, esperta in chimica computazionale, il dottor Claudio Zamperini, esperto nell’analisi e nella veicolazione del farmaco.

Grazie a ZikAlliance, le attività di ricerca in Europa andranno di pari passo con un’attività di studio epidemiologico nei paesi colpiti, e coinvolgerà anche partner in Africa, Asia e Polinesia.

A coordinare il consorzio sarà il virologo Xavier de Lamballerie (Inserm, IRD, Università di Aix-Marseille), mentre le attività avranno ufficialmente il via con il meeting che si terrà il 4 e 5 dicembre prossimi, a San Paolo del Brasile.

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