Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

di Biancamaria Gentili

La Repubblica italiana, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro di prevedere, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili, è venuta meno al suo obbligo di recepire correttamente e completamente l’articolo 5 della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Questa in estrema sintesi la motivazione della condanna inflitta all’Italia dalla Corte di giustizia europee con sentenza C312/11, Quarta sezione, pubblicata il 4 luglio 2013.

Che l’Italia non fosse in cima alla classifica dei paesi attenti alle problematiche, anche in materia di inserimento nel mondo del lavoro,  dei diversamente abili, Il Foglietto lo aveva più volte fatto notare, da ultimo con un articolo del  28 maggio scorso, dal titolo “Stop assunzioni. Anche la pubblica amministrazione gira le spalle alle categorie protette”.

Per la Corte di giustizia europea l’Italia non fa abbastanza per aiutare i disabili a inserirsi nel mondo del lavoro e per questo è venuta meno ai propri impegni derivanti dal diritto dell’Unione.

Gli Stati comunitari – sottolinea la Corte - devono imporre a tutti i datori di lavoro l’adozione di provvedimenti pratici ed efficaci a favore di tutti i disabili. La normativa italiana, invece, risulta insufficiente: non ha natura generale, prevede sì incentivi e convezioni con le autorità locali, ma non impone obblighi di portata generale, cogenti per tutte le aziende.

I giudici Ue aggiungono che sono necessari provvedimenti efficaci e pratici, che costringano ad esempio le imprese a sistemare i locali, adattare le attrezzature e ad assicurare a chi è diversamente abile un’organizzazione del lavoro che garantisca i ritmi di lavoro adeguati e una coerente ripartizione dei compiti.  Senza dimenticare che il datore ha l’obbligo di assicurare la formazione anche ai portatori di handicap. E non si può dimenticarli o discriminarli nelle progressioni di carriera. Tutto questo finora l’Italia non l’ha fatto e, dunque, non resta che pagare.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
empty alt

“La pubblica (d)istruzione”, come e chi ha sabotato la scuola in Italia

La pubblica (d)istruzione - Come la destra ha sabotato la scuola con la complicità della sinistra...
Back To Top