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Giovedì, 07 Mag 2026

Uno studio coordinato dalla Sapienza, pubblicato sulla rivista Cell Death & Differentiation del gruppo Nature, ha individuato nuove vie molecolari coinvolte nell’insorgenza e nella progressione del tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive di carcinoma mammario. Questa patologia tende ad avere una progressione molto rapida e può ripresentarsi a distanza di tempo, nonostante le terapie farmacologiche.

Il problema nel trattamento di questo tipo di neoplasia è l’assenza quasi totale di molecole che normalmente possono essere utilizzate come bersagli per terapie specifiche, come i recettori per estrogeni e progesterone e il recettore HER2.

Lo studio condotto da Sabrina Zema (borsista della Fondazione Umberto Veronesi) nell’ambito del gruppo di ricerca della Sapienza coordinato da Diana Bellavia, con il supporto dell’Istituto Pasteur ItaliaFondazione Cenci Bolognetti, apre prospettive senza precedenti nell’identificazione di nuovi bersagli molecolari nel tumore al seno triplo negativo.

In particolare, l’attenzione dei ricercatori si è focalizzata sulla proteina Mastermind-like1 (MAML1) i cui livelli di espressione sono spesso molto elevati in questo tipo di tumore.

Oltre al ruolo già noto nella trascrizione di geni coinvolti nella trasformazione cellulare, la ricerca ha individuato il ruolo non canonico per MAML1 di “interruttore molecolare”, capace di orchestrare l’attivazione delle principali vie di segnalazione oncogeniche che determinano la trasformazione della cellula tumorale e le permettono di acquisire le caratteristiche di malignità tipiche del tumore triplo negativo. Nello specifico, è emerso che MAML1 è in grado di inibire l’enzima Itch, che normalmente tiene sotto controllo molte proteine potenzialmente oncogeniche. Pertanto, la sua riduzione può contribuire allo sviluppo del tumore.

Grazie a tecniche sperimentali più sensibili e precise e a un approccio integrato che combina nuovi esperimenti con dati di letteratura, è stato possibile analizzare in dettaglio l’interazione tra MAML1 e Itch e comprenderne le conseguenze biologiche. Questo ha permesso di attribuire a MAML1 un ruolo completamente nuovo nella regolazione delle proteine coinvolte nei processi tumorali.

Alla luce di queste evidenze, MAML1 emerge come potenziale target molecolare di rilevanza terapeutica nel tumore al seno triplo negativo, aprendo prospettive per lo sviluppo di strategie di cura innovative mirate alla modulazione delle reti di segnalazione tumorali.

Conoscere questi meccanismi”, dichiara la professoressa Diana Bellavia, “è fondamentale per ideare terapie più mirate ed efficaci in futuro e può avere ricadute concrete sulla salute, mostrando quanto sia importante investire nella ricerca di base. Lo studio nasce da attività sperimentali condotte nei laboratori Sapienza, che provano la capacità dell’Ateneo di produrre conoscenza originale e competitiva a livello internazionale.

(Fonte: Sapienza Università di Roma)

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