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Giovedì, 27 Ago 2026

di Roberto Badel

Dante De Angelis era stato licenziato il giorno di ferragosto 2008 da FS-Trenitalia con la contestazione di avere creato una situazione di procurato allarme ingiustificata  e di "avere leso gravemente l'immagine della Società", in "palese violazione dei suoi doveri di dipendente".

Macchinista del deposito locomotive di Roma-San Lorenzo e RLS, De Angelis aveva espresso alcune opinioni su un episodio del precedente 14 luglio, quando, a Milano, l'Eurostar 9427 Milano-Roma si era spezzato in due tronconi la mattina prima di entrare in servizio.

Per De Angelis, che poneva all'attenzione la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr, lo "spezzamento" era stato un incidente molto grave. Dopo la sentenza dello scorso 26 ottobre con cui il Tribunale del Lavoro di Roma (Giudice Conte) lo ha reintegrato sul suo posto di lavoro (con risarcimento di tutte le retribuzioni perdute), la pubblicazione in questi giorni delle motivazioni offre notevoli spunti di riflessione.

La violazione dei doveri di dipendente non sussiste in quanto "una lettura costituzionalmente orientata di tali regole non può infatti tollerare l'idea che, accettando un rapporto di lavoro, il prestatore si precluda radicalmente il diritto di criticare anche pubblicamente comportamenti aziendali, a ragione del fatto che così facendo egli lede l'immagine dell'impresa anche sul mercato".

Quindi il lavoratore può esercitare il diritto di critica nei confronti del datore di lavoro, quando la critica è pertinente e oggetto della stessa è un interesse di pubblica rilevanza. Come nel caso di specie, "poiché la sicurezza dell'esercizio ferroviario è questione di pubblico rilevantissimo interesse, è del tutto lecito che ogni forma di ipotesi non palesemente prima facie arbitraria e pretestuosa sia sottoposta all'attenzione dell'opinione pubblica".

Si può dunque affermare che, nei servizi di pubblico interesse, denunciare i pericoli in materia di sicurezza, ma più in generale la cattiva gestione aziendale, sia un obbligo morale e un dovere civico che deve prevalere sui vincoli contrattuali.

Dopo l'episodio denunciato da De Angelis, ci sono stati altri due Etr spezzati, sei lavoratori morti sui binari, tre viaggiatori uccisi, quattro orribilmente mutilati dalle "porte Killer" e trentadue cittadini hanno perso la vita, arsi vivi, nella strage ferroviaria di Viareggio. Tutti incidenti che avevano già provato, prima della sentenza, la fondatezza delle affermazioni di De Angelis, e che dimostrano quanta poca sicurezza esista nel trasporto ferroviario.

La sentenza è importante perché pone un argine alle intimidazioni verso i lavoratori che si occupano di sicurezza. Ma quella di De Angelis è stata anche una storia di solidarietà di classe. Al suo reintegro ha contribuito la lotta dei ferrovieri, di tanti lavoratori e dell'Assemblea 29 giugno, organismo di ferrovieri, lavoratori, studenti e cittadini, nato dopo la strage di Viareggio.

Una storia di solidarietà che rappresenta una bella risposta - va detto - anche alle  odiose campagne mediatiche che da anni vengono agitate per contrapporre i diritti della fantomatica categoria dei cittadini-utenti a quelli dei lavoratori dei trasporti. Quindi per dividere la classe dei lavoratori, con l'obiettivo, già in parte conseguito, di limitare drasticamente l'esercizio del diritto di sciopero.

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