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Mercoledì, 29 Lug 2026

Non c’è niente come le cronache bancarie per farti capire come gira il mondo. Quindi, questi tempi, con guai delle banche per ogni dove, sono l’ideale per far crescere e prosperare eserciti di intelligentoni pronti a istruirti sui misteri della nostra società.

Ma nessuno poteva immaginare che la fregola bancaria arrivasse al punto di far litigare la Bce e l’Europarlamento, che se le sono mandate a dire a mezzo stampa per le note vicende delle nuove regole sugli Npl che la Bce vorrebbe far valere da gennaio prossimo. E così, proprio mentre la Madonna della vigilanza, Madame Danièle Nouy, almanacca l’Europarlamento, ribadendo che la Bce può fare sostanzialmente il cavolo che le pare sulla supervisione bancaria, qualcuno le ha ricordato il responso dei legali dell’Europarlamento, interpellati dal prode presidente Tajani, italiano come l’Abi, che, guarda un po’, diceva il contrario.

Quel qualcuno era tale Gualtieri Roberto, italianissimo anche lui sempre come l’Abi, nonché presidente della commissione problemi economici del Parlamento europeo. Al che, Madame, furba come tutti i vigilanti, ha subito ripreso la palla e l’ha rilanciata dicendo che sicuramente le regole Bce possono essere migliorate e, anzi, lo saranno: terremo conto dei pareri, ha detto, potremmo persino far slittare la loro entrata in vigore. Sottotitolo: comunque le regole le faccio io e decido io quando farle funzionare. E, per concludere, ha pure assicurato che leggerà con grande attenzione il parere dei legali.

Il sottotitolo, però, non è sfuggito all’occhiutissimo Tajani che, nel caso qualcuno nutrisse dubbi, ha spiegato come va il mondo, appunto: “Qualcuno, sbagliando, ha interpretato la mia scelta di rivolgersi alla Bce sui crediti deteriorati come una scelta tecnica. Invece è stata una decisione politica. Deve essere il luogo della rappresentanza, il Parlamento europeo, assieme al Consiglio, a scrivere le leggi; non possono farlo funzionari, tecnocrati che non sono eletti e non rispondono a nessuno”.

E siccome repetita juvant, specie quando si parla di banche, ecco il seguito: “Non faccio alcuna polemica. Ho solo posto il problema dei limiti della Vigilanza Bce sul tema delle banche nei confronti del potere del Parlamento Europeo. Non può andare oltre i propri poteri, deve rispettare le nostre competenze”. Il Tajani furioso, caso più unico che raro, la dice lunga sulla posta in gioco. Specie quando gli fa eco Guzzetti, che non è dell’Abi ma della Fondazione Cariplo, azionista di peso di Intesa, che dice esattamente le stesse cose.

E nel caso aveste dubbi, è sufficiente fare un salto da noi, dove sulla vicenda bancaria è stata addirittura aperta una commissione parlamentare di inchiesta, che ogni giorno ci intrattiene meglio di un qualsiasi feuilleton. Una delle ultime puntate: le audizioni di Consob e Bankitalia.

Queste audizioni, si sono chiesti i commissari, dovrebbero essere private, pubbliche o miste? E, poi, il confronto si fa, non si fa, si immagina, si ipotizza?

Fatto sta che, a un certo punto, il capo della vigilanza di Bankitalia ha detto di aver segnalato alla Consob stranezze sul caso delle banche venete, quando poco prima il direttore generale Consob aveva detto che la loro attività era stata ostacolata da dati falsi. E, per finire in bellezza, ha aggiunto che Banca d’Italia non segnalò alla Consob “problemi” di Veneto Banca in vista dell’aumento di capitale del 2013, anzi indicò che l’operazione era “strumentale a obiettivi previsti dal piano per effettuare eventuali acquisizioni coerenti con il modello strategico della banca salvaguardando liquidità e solidità”.

Il capo della vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, con rara perfidia tipicamente bancaria, ha replicato così: “Nel novembre 2013, la Banca d’Italia segnalò alla Consob che il prezzo per l’aumento di capitale di Veneto Banca era incoerente con il contesto economico, vista la crisi in atto e considerate anche le negative performance reddituali dell’esercizio 2012”. E poi che “se la Consob dice che non aveva i mezzi avremmo ispezionato noi, ce lo poteva dire, avrebbe potuto tranquillamente farlo”. Capito l’aria che tira?

Alla prossima.

P.S. Nel caso foste fra quelli preoccupati: la Ferrero ha appena rilasciato un comunicato smentendo voci che parlavano di mutamenti nella ricetta della Nutella. La Nutella non cambierà. Proprio come le banche.

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giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

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