Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 25 Feb 2026

Dalla Federazione Giovanile Comunista (FGC) di Cosenza arriva un forte grido d’allarme: con la pandemia, di fatto, i giovani delle classi popolari vengono sempre esclusi dall’istruzione. Oggi, in alcuni luoghi simbolo della città sono stati affissi cartelli per raccontare, ad un anno dallo scoppio della pandemia e dalla chiusura forzata delle scuole, la drammatica situazione di migliaia di studenti.

“Malgrado le numerose promesse fatte, gli studenti non hanno visto in alcun modo migliorare la propria condizione, i piccoli intervalli di riapertura, nelle forme della didattica mista, non hanno fatto altro che acuire il divario già manifestatosi nelle prime fasi della pandemia con i primi ricorsi alla DAD, precludendo agli studenti che seguono da casa la partecipazione attiva alle lezioni a causa di malfunzionamenti della linea scolastica e altre varie difficoltà – scrive oggi in un comunicato la FGC cosentina, che aggiunge – I problemi palesati, ormai un anno fa, rimangono gli stessi per una fetta larghissima della popolazione scolastica, che non può permettersi dispositivi e connessioni internet sufficientemente prestanti ed è irrimediabilmente lasciata indietro”.

La FGC sottolinea che “In Italia circa 34.000 studenti sono a rischio abbandono scolastico, numeri che aumentano esponenzialmente al sud, dove solo il 25% degli studenti è riuscito a seguire con costanza le lezioni online e dove una famiglia su tre non ha accesso ad internet a banda larga”.

Ma i disagi continuano anche nei turni in presenza, “con mezzi pubblici sovraffollati, che mettono a serio rischio la salute degli studenti pendolari i quali, una volta in classe, devono ancora fare i conti con le pessime condizioni in cui versano gli istituti scolastici, che spesso li sottopongono al rischio di contagiarsi”.

La situazione descritta – conclude la FGC – non è solo dovuta all’emergenza della pandemia, come molti vogliono farci credere, ma è il frutto di continui tagli alla scuola, perpetrati da tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni e delle continue riforme antipopolari, che hanno indirizzato l’istruzione pubblica verso una deriva aziendalistica.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

 

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
empty alt

L’istruzione delle donne, un percorso a ostacoli

Il 18 febbraio 1938, una legge approvata in Francia consentì finalmente alle donne di iscriversi...
empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
Back To Top