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Giovedì, 05 Mar 2026

A metà del Settecento, con un universo ormai copernicano, il cielo diventò un teatro di movimento dove le comete correvano veloci e gli astronomi, dotati di nuovi telescopi, le rincorrevano per misurare i loro moti e prevedere con precisione la loro posizione rispetto alle stelle fisse.

In questo mondo meccanico e determinista, dominato dalla legge di gravitazione di Newton, Caroline Herschel (Hannover 1750-1848) creò un ponte tra l'astronomia antica e quella moderna, incarnando lo spirito settecentesco di catalogazione e ordine.

Nel corso di alcuni anni, compilò un catalogo di 2500 nebulose: un lavoro monumentale di registrazione delle coordinate celesti di tutti gli oggetti “nebulosi” visibili nel cielo. Come scoperto da Galileo nel Seicento, le nebulose sono isole stellari che, per la loro enorme distanza dalla Terra, appaiono come nuvole lattiginose di luce non risolta. Alcune sono all'interno della nostra galassia, altre, vere e proprie galassie simili alla Via Lattea, si trovano al di fuori di essa.

Caroline ricevette un’istruzione domestica. Alle donne era precluso l’accesso alle università e alle accademie scientifiche, e perciò la sua storia si intreccia indissolubilmente con quella del fratello William.

Nati in una numerosa famiglia da Isaac Herschel e Annalise Moritzen, il padre, oboista e direttore della banda delle Guardie di Hannover, sebbene privo di istruzione formale, nutriva molti interessi e cercò di educare i figli alla musica, filosofia e astronomia. La madre, invece, disapprovava queste ambizioni e pretendeva che le figlie si occupassero esclusivamente dei lavori domestici.

Quando William, musicista, si trasferì in Inghilterra come maestro di cappella a Bath, per Caroline si aprì la possibilità di una vita oltre i confini domestici. Grata per l'opportunità, decise di dedicarsi completamente al fratello.

Dapprima partecipò come soprano a numerose esibizioni sotto la sua direzione. Quando William si dedicò all’astronomia, Caroline lo assistette, annotando ciò che lui osservava al telescopio.

Il 3 marzo 1781, William scoprì Urano, il settimo pianeta del sistema solare, venne nominato “Astronomo del Re” e si trasferì vicino al castello di Windsor. Riconoscente per la dedizione della sorella, nel 1782 William le regalò il suo primo telescopio, permettendole di avviare un personale programma di ricerca.

Il 1° agosto 1786, Caroline scoprì la sua prima cometa, per la quale nel 1787 ricevette da Giorgio III un salario annuo come assistente di William, diventando la prima donna a ricevere un riconoscimento remunerato in campo scientifico.

L’anno successivo, William sposò Mary Pitt, una ricca vedova, evento che sconvolse Caroline, nonostante le cortesie della cognata, come ammetterà nei suoi diari. Si rifugiò nel lavoro, scoprendo altre sette comete, e nel 1798 sottomise alla Royal Astronomical Society la revisione dell'intero catalogo stellare.

Col tempo, si riconciliò con la cognata e si occupò dell'educazione del nipote John. La sua reputazione crebbe e fu più volte ospite della famiglia reale.

Nel 1822, tornò ad Hannover dal fratello minore Dietrich e completò con il nipote John il catalogo delle nebulose iniziato con William.

L'astronomo John Dreyer, su richiesta della Royal Astronomical Society, nel 1898 costruì il New General Catalogue partendo dal lavoro degli Herschel. Questo catalogo permise agli astronomi del Novecento di orientarsi nel nuovo e vasto campo dell’astronomia extragalattica, disciplina che oggi studia la formazione e l’evoluzione delle galassie in un universo in espansione, universo che Caroline non poteva ancora osservare.

Nel 1828, la Royal Astronomical Society le conferì la medaglia d’oro, non più assegnata a una donna fino al 1996, quando la ricevette Vera Rubin. Nel 1835, fu eletta socia onoraria insieme a Mary Somerville.

Fino all'ultimo, Caroline godette di una salute eccezionale. In occasione del suo 97° compleanno «intrattenne il principe ereditario e la principessa per due ore con grande animazione e cantò addirittura per loro una composizione del fratello».

Pochi mesi dopo, «gli occhi di colei che qui vien glorificata si volsero al cielo», come recita l’epitaffio che lei stessa aveva scelto per la sua tomba.

Per saperne di più: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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