Il 17 maggio 2024 si celebra la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia, un’occasione importante per riflettere anche sul rapporto tra diritti, inclusione e mondo della scienza.
In questo contesto, la storia di Lynn Conway è particolarmente significativa.
Solo nel 2020, infatti, IBM ha chiesto ufficialmente scusa per il licenziamento avvenuto 52 anni prima a causa della sua identità transgender.
Eppure il lavoro di Conway ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’informatica moderna, contribuendo alla crescita della Silicon Valley e delle tecnologie alla base di Internet.
Nata a New York nel 1938, Lynn Conway mostrò fin da giovane un grande talento per la matematica e le discipline scientifiche.
Dopo gli studi alla Columbia University, dove conseguì lauree in informatica e ingegneria elettrica, entrò in IBM per lavorare alla progettazione di un supercomputer avanzato.
Nel 1968 fu però licenziata dopo aver dichiarato la propria identità transgender e la volontà di intraprendere la transizione di genere.
Dopo la transizione e il cambio di nome, Conway ricostruì la propria carriera lavorando prima per Memorex e poi, dal 1973, presso il centro di ricerca Xerox PARC. Qui sviluppò innovativi metodi di progettazione dei microchip, adottati da aziende tecnologiche di tutto il mondo.
Nel 1985 divenne docente di ingegneria elettrica e informatica alla University of Michigan.
Alla fine degli anni Novanta decise di raccontare pubblicamente la propria esperienza, diventando una delle prime scienziate transgender visibili e una voce autorevole nella difesa dei diritti e delle pari opportunità nel settore tecnologico.
Nel 2000 creò un sito web dedicato alla divulgazione sui temi dell’identità di genere e della transizione.
Le sue innovazioni nella progettazione dei chip di silicio hanno ispirato generazioni di ricercatori, favorito la nascita di startup high-tech e contribuito in modo decisivo all’evoluzione dell’informatica contemporanea.
Lynn è morta a Jackson (Michingan) nel 2024, a 86 anni.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
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