Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 20 Ago 2026

Le ultime decisioni della Banca centrale giapponese, che rimuove sostanzialmente ogni limite all’acquisto di bond pubblici al fine di tenere sotto controllo la curva dei tassi, sia sulle scadenza brevi che lunghe, oltre che garantire la liquidità del mercato dei titoli di stato, sono l’ennesima conferma che la BoJ ha ormai finito con l’incastrarsi nella trappola che ha scientemente costruito almeno negli ultimi vent’anni.

Il Covid è semplicemente l’ennesimo pretesto per alzare ulteriormente il livello della posta. La banca potrà acquistare senza limiti, così come è senza limite la sua coazione a ripetere politiche che in tutti questi anni non sono servite a strappare l’economia giapponese dall’alveo di una deflazione strisciante e di una crescita risicata, a fronte delle quali però aumentata l’ammontare del debito complessivo dell’economia.

Il fatto che queste politiche non abbiano praticamente mai raggiunto i risultati sperati non ha per nulla scoraggiato i giapponesi. Al contrario. E alla fine sono diventati praticamente un caso di scuola, osservato, analizzato e, soprattutto imitato. Tanto nelle politiche quanto nei risultati, viene da dire.

Le economie avanzate, complice anche una situazione demografica molto complicata, si sono “giapponesizzate”. Le ricette comuni, ampiamente utilizzate anche in occasione della pandemia, sono l’espansione delle basi monetarie e le regalie fiscali, malgrado sia presumibile possa servire dell’altro.

La storia ci racconta che, dal 1985 a oggi, l’inflazione solo in due anni ha superato la soglia del 2%. Eppure, già dal 1997, a fronte di aspettative inflazionistiche molto basse, la Banca ha iniziato ad acquistare titoli per influenzare i tassi a lungo termine, pure se soltanto nel 2016 questa politica (quantitative and qualitative easing) è stata resa esplicita.

Fra il 1996 e il 1999, la BoJ ha aumentato a dismisura il suo bilancio riempiendo il mercato di riserve bancarie. Dal 2001 ha cominciato le politiche di quantitative easing propriamente dette, che saranno “imitate” dalle Fed dopo la crisi del 2008. Il periodo fra il 1997 e il 2010 vide un sostanziale fallimento di queste politiche. Le aspettative di inflazione erano ancorate a zero.

Fra il 2010 e il 2016, è stata realizzata la nuova politica di QQE, che prevede acquisti di bond non solo del governo ma anche di vari pezzi del settore privato. In questo periodo, l’inflazione core è passata da un meno 2% (2010) all’1% registrato nel 2015. Un fuoco di paglia.

A metà del 2016, l’inflazione era di nuovo negativa, conducendo la banca a proclamare esplicitamente di far ricorso a politiche di controllo della curva dei rendimenti, dicendo al mercato di voler avere un rendimento azzerato del tasso decennale. Ciò a fronte di un tasso overnight del -0,1%.

Così arriviamo a oggi. La BoJ ha già un bilancio che equivale praticamente al pil nazionale. E dice di volerlo ancora aumentare. Manca solo che lo monetizzi. Sarebbe un altro primato per il Giappone.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
empty alt

John Fante Festival 2026, dal 20 al 23 agosto a Torricella Peligna

Torna a Torricella Peligna, in Abruzzo, dal 20 al 23 agosto il John Fante Festival “Il dio di mio...
Back To Top