Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 21 Apr 2024

Meglio tardi che mai, viene da dire guardando il progresso dell’indice Ipab costruito da Istat per monitorare i prezzi delle abitazioni, nuove e usate. I dati rilasciati alcuni giorni fa sul terzo trimestre 2021 confermano il trend ascendente dei corsi immobiliari, aumentati del 1,2% rispetto al secondo trimestre e del 4,2% rispetto al terzo trimestre 2020.

Su base annua, è un incremento molto significativo, se paragonato agli anni recenti, e soprattutto è importante perché conferma un andamento che dura ormai da quattro trimestri.

Altro dato interessante da sottolineare: la crescita dei prezzi nel trimestre, interessa anche quelle esistenti, le più penalizzate in questi anni dal ciclo immobiliare. In dettaglio, le abitazioni nuove aumentano i prezzi del 3,9% (dal 2% del secondo trimestre), mentre quelle esistenti, che pesano l’80% dell’indice, addirittura del 4,2%. Un’accelerazione importante che si confronta con prezzi piatti per diverso tempo.


Questi aumenti si verificano a fronte di un aumento del 21,9% delle compravendite. Segno evidente di una domanda molto attiva che si incontra con un’offerta che oltre ad essere naturalmente rigida, incontra ulteriori limitazioni a causa della pandemia, che ha complicato la circolazione delle merci e la produzione nel settore delle costruzioni.
In sostanza, anche per il mattone valgono quelle circostanza speciali che hanno contribuito a far salire tutti i prezzi. A ciò si aggiunga che le condizioni del credito rimangono distese mentre la quota di risparmio delle famiglie italiane è cresciuta significativamente. Conclusione: i prezzi salgono. Se si guarda un periodo lungo abbastanza se ne ha piena contezza.


Questo ovviamente nulla ci dice sul futuro. Se confrontiamo i nostri corsi immobiliari con quelli europei o delle altre economie avanzate, scopriamo di essere ancora molto indietro.


Vista da questa prospettiva, la crescita dei prezzi registrata di recente in Italia potrebbe essere interpretata come l’ennesimo segnale di un innalzamento generale dei prezzi, piuttosto che di una spinta settoriale di un mercato finalmente uscito da una crisi storica.

Ma, come diceva il poeta, ai posteri l’ardua sentenza.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

empty alt

“Università e militarizzazione” ovvero “Il duplice uso della libertà di ricerca”

Università e militarizzazione – Il duplice uso della libertà di ricerca di Michele Lancione – Eris Edizioni...
empty alt

Conti pubblici, tutti i numeri di una emorragia sempre più inarrestabile

Negli ultimi quattro anni, complice anche la sospensione delle regole europee di contenimento...
empty alt

Il futuro del mondo? Sempre più Emergente

Quello che ci aspetta, a dar retta ai pronostici volenterosamente elaborati dai calcolatori del...
empty alt

Festa della Resistenza a Roma, dal 23 al 25 aprile

Dal 23 al 25 aprile, a Roma sarà ancora Festa della Resistenza. Per il secondo anno consecutivo, nella...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi!”, una petizione popolare da sottoscrivere

Il 21 febbraio scorso, il Senato della Repubblica ha approvato un disegno di legge per cancellare...
empty alt

Nuovo censimento delle piante in Italia, in più 46 specie autoctone e 185 aliene

Secondo il nuovo censimento delle piante in Italia, che ha aggiornato i dati del 2018, sono 46 in...

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI
Back To Top