Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 27 Giu 2026

disinflazione ID6962Il peggio è passato, dice la Bis riferendosi all’inflazione. Ma il meglio deve ancora venire e non è detto che arriverà facilmente né presto. Quello che la banca di Basilea chiama “l’ultimo miglio” della disinflazione, anzi, rischia di essere il nuovo peggio che ancora dobbiamo sperimentare.

Non solo perché il “tiraggio” dei tassi rischia di far sbandare il battello dell’economia internazionale, cresciuto a pane&debito, e perciò patologicamente dipendente da un costo del denaro basso, ma anche perché la crescita dei prezzi potrebbe scoprirsi più difficile del previsto da debellare senza causare disastri.

Il mondo in cambiamento, per dirla diversamente, esibisce un difficile dilemma: da una parte un’inflazione alta e aggressiva, dall’altra una stabilità finanziaria bassa e fragile. Minimo comune denominatore: il rischio. Che dovremmo chiamare pericolo, per usare una terminologia che gli economisti evitano per mestiere.

bis disinflazione

Viviamo tempi pericolosi, però. E neanche questa è una novità. Il problema semmai, come ha chiaramente detto Claudio Borio, capo del dipartimento economico della Banca, è che oggi questo pericolo non trova più nelle illusioni monetarie e fiscali che hanno accompagnato il Novecento il lenitivo per le ansie delle popolazioni, e quindi dei governi.

bis moneta e fisco
“Le tensioni attuali sono il punto culminante di decenni in cui la politica monetaria e di bilancio hanno rappresentato, di fatto, i motori della crescita – dice Borio -. Per superare questa ‘illusione della crescita’ e trovare una combinazione coerente di politiche serve un cambio di mentalità che riconosca i limiti delle politiche di stabilizzazione”. Cambiare mentalità: facile a dirsi.

Quanto ai governi, questi ultimi, dice la Banca, “devono rimettere in sesto i loro bilanci, indirizzando le misure di sostegno sulle fasce più vulnerabili e avviando un risanamento a lungo termine della spesa. Questo contribuirebbe a frenare l’inflazione e a tenere a bada i rischi per la stabilità finanziaria, perché ridurrebbe la necessità per le banche centrali di mantenere alti i tassi più a lungo”.

Ma se ci tolgono il salvagente della banca centrale – che dovrà continuare ad alzare i tassi per debellare il suo male assoluto – e anche quella della prodigalità del governo, che continua ad elargire provvidenze a tutti, cosa ci rimane?

Questo sentiero, ignoto quanto agli esiti e alla sua praticabilità, e tuttavia chiarissimo quanto alla sua fisionomia – le famose riforme dal lato dell’offerta – è quello che dovremmo (mai condizionale fu più d’obbligo) percorrere per provare a trovare un nuovo equilibrio. Vaste programme, direbbe qualcuno. Non si intravedono idee migliori.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del recente libro “La storia della ricchezza”
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Gli effetti dei dazi Usa sull’export made in Italy a un anno dall’entrata in vigore

Alcuni dati raccolti nella relazione annuale di Bankitalia ci consentono di fare il punto sugli...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top