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Giovedì, 30 Apr 2026

di Adriana Spera

Viviamo in uno strano paese, impegnato in sempre più numerose e costose "missioni di Pace" finalizzate ad "esportare democrazia" ed equità, che al suo interno impone, con metodi ben poco democratici, leggi e balzelli sempre più iniqui.

Per gli analisti finanziari internazionali siamo sull'orlo della bancarotta. In una tale congiuntura, buon senso imporrebbe compartecipazione alle scelte, invece, a chi si oppone, ad esempio, alla scelta devastante sul piano ambientale e finanziario di fare un nuovo tunnel ferroviario in Val di Susa (costo 20mld per arrivare un quarto d'ora prima a Parigi) o all'acquisto degli aerei eurofighter (15 mld) si risponde con i manganelli.

Risposte positive si danno solo ai poteri forti, solo a chi incassa, non a chi paga, come dimostra, per l'ennesima volta,  la manovra varata qualche giorno fa, il cui costo graverà, quasi esclusivamente, sul ceto medio e, in particolare, sui dipendenti pubblici.

Nella P.A. le retribuzioni e i contratti resteranno fermi sino al 2014 e sarà prolungato lo stop a nuove assunzioni, fatta eccezione per le forze di sicurezza.

Le pensioni, se superano tre volte il minimo, saranno rivalutate del 45%, quelle 5 volte superiori resteranno bloccate. Le donne andranno in pensione più tardi e con un assegno decurtato correlato all'aspettativa di vita, che per esse è più lunga.

I premi ai dipendenti virtuosi saranno dati solo nel caso in cui le amministrazioni conseguano risparmi certificati.

Per gli enti locali decurtazioni per 9,4 mld, che si tradurranno in tagli ai servizi pubblici. Viceversa, è prevista l'ennesima sanatoria fiscale. Non vi sarà la preannunciata tassazione delle rendite finanziarie (ridotta all'aumento dell'imposta di bollo).

Infine, i tagli sui costi della politica sono rinviati all'esame di una commissione presieduta dal Presidente dell'Istat. Uno dei più pagati nella P.A.

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