Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 03 Apr 2026

Il debito pubblico italiano è aumentato in un anno di quasi 20 miliardi di euro, raggiungendo alla fine di settembre la cifra complessiva di 2.212,6 miliardi.

In rapporto al Pil cresce incessantemente dal 2007 e nel 2015 è arrivato al 132,3%. Ancora una volta, e chissà se sarà quella buona, è stato rinviato di un anno l’inizio del processo di discesa.

La Commissione europea non perde occasione per chiedere che sia rispettata la regola del debito, vale a dire il rientro, ad un ritmo concordato, verso un limite fisiologico del 60% di Pil.

Anche secondo la Banca d’Italia, l’elevato ammontare del debito pubblico può rappresentare un elemento di fragilità finanziaria.

In uno scenario tutt’altro che confortante, sembrava impossibile che il debito pubblico potesse rappresentare uno strumento della propaganda renziana. Eppure è accaduto. Nella prima delle slide celebrative dei 1.000 giorni di governo – il premier ha evidenziato una riduzione del debito pubblico di 43 miliardi, di euro tra agosto e settembre di quest’anno.

Tutto vero per carità, ma sarebbe stato anche doveroso precisare che il risultato è stato raggiunto prelevando 62 miliardi dal conto di Tesoreria, il cui attivo si è ridotto da 101 miliardi di luglio a 39,3 a fine settembre.

In pratica, per far fronte a un fabbisogno nel bimestre di circa 20 miliardi di maggiori spese rispetto alle entrate, anziché ricorrere all’emissione di Titoli di Stato, si è preferito dare fondo alla liquidità accumulata dall’inizio dell’anno.

Insomma, un calo fittizio dello stock di debito - come fittizia era stata l’impennata di inizio 2016 – che il Governo ha usato in maniera strumentale, ma che potrebbe rivelarsi un boomerang.

Negli ultimi tempi, infatti, i tassi di interesse - ai minimi fino alla fine dell’estate - hanno ripreso ad aumentare e il trend sembra essere destinato a proseguire.

In queste condizioni, il ricorso ai mercati per finanziare la spesa pubblica nell’ultimo trimestre del 2016, comporterà un conto più salato rispetto ai mesi scorsi, con ripercussioni sul deficit e sul debito attuali e futuri.

Pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 23 novembre 2016

franco ridottoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.francomostacci.it
twitter: @frankoball

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Aritmie gravi: impiantato elettrocatetere da defibrillazione più piccolo al mondo

A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica...
empty alt

Referendum 2026, stravince il NO nelle grandi città grazie agli elettori a minor reddito

L’analisi dei flussi elettorali rispetto al reddito nei quartieri delle grandi città, fornisce...
empty alt

Elezioni all’estero, unico segnale confortante dalla Francia

Mentre il No trionfava in Italia, all'estero si votava in Slovenia parlamentari, in Germania nella...
empty alt

Alzheimer e corrente elettrica: nuovo studio sull’evoluzione della malattia

La demenza di Alzheimer è la più frequente tra le malattie neurodegenerative e, con l’aumento...
empty alt

“Lo straniero”, film tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus

Lo straniero, regia di François Ozon, con Benjamin Voisin (Meursault), Rebecca Marder (Marie...
empty alt

Ricerca UniPi: salari minimi e massimi per contrastare le disuguaglianze

Regolare i salari, introducendo un limite minimo e massimo, può ridurre le disuguaglianze senza...
Back To Top