Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 22 Ago 2026

EUROPA bandiera ID6965Come si ricorderà, Enrico Berlinguer disse sulla Nato parole chiare. Si sentiva meglio sotto il suo ombrello che sotto quello del Patto di Varsavia, non perché sottovalutasse le ostilità che nell'Occidente euroatlantico c'erano verso trasformazioni socialiste che, disse - nella celebre intervista a Giampaolo Pansa sul Corriere della sera pochi giorni prima delle elezioni politiche del 20 giugno'76 - "In Occidente alcuni non vorrebbero neppure lasciarci cominciare a farlo [il socialismo], anche nella libertà" mentre aveva già osservato che "all’Est, forse, vorrebbero che noi costruissimo il socialismo come piace a loro".

Appena due anni dopo quanto fossero profonde quelle ostilità internazionali oltre che interne lo abbiamo misurato ad abundantiam. Raggiunsero il loro culmine con il rapimento e l'assassinio di Moro che si era fatto garante dell'incontro fra Dc e Pci.

Per quella posizione di Berlinguer sulla Nato, però, vi erano ragioni più profonde da quelle immediate di una convenienza elettorale per le vicine elezioni politiche. Ragioni che attenevano alla visione realistica internazionale e internazionalista dei comunisti italiani: il superamento bilanciato dei blocchi contrapposti, anche militari, soprattutto in Europa che usciva dal successo segnato nella Conferenza sulla sicurezza europea di Helsinkij l'anno precedente.

Per giustificare l'oltranzismo atlantico riaccesosi con l'aggressione di Putin all'Ucraina, da più parti si è tentato di strumentalizzare in malo modo le parole del segretario comunista decontestualizzandole completamente dall'epoca storica, come è solito fare un certo cialtronismo politico e giornalistico nazionale.

È noto a tutti, meno che ai ciechi, che il mondo è profondamente cambiato dall'epoca di Berlinguer. Il blocco comunista dell'Est a dominanza sovietica è imploso e si è sciolto lasciando al suo posto molte entità statali nazionalistiche e molti grandi e piccoli imperialismi. Gli Stati Uniti, sentendosi vincitori della "guerra fredda", hanno progressivamente espanso la Nato fino a portarla, come ha detto Papa Francesco, ad "abbaiare alle porte della Russia". La sinistra europea di ispirazione socialista e socialdemocratica si è accomodata in un lungo declino all'ombra della subalternità al neoliberismo capitalistico.

Oggi, il mondo, anche a uno sguardo superficiale, è diventato multipolare ma finora, soprattutto da parte americana, ma non solo, si tarda a prenderne atto e ad adeguare a ciò una strategia fondata sul dialogo volto a governare in senso multilaterale, progressista e solidaristico le sfide nuove dell'ambiente, dell'energia, della sanità, della tecnologia, mettendo da parte vecchi e nuovi imperialismi nascenti oltre ad eliminare la sempre incombente e ormai storica minaccia nucleare.

Il contrasto con la Cina è la cartina al tornasole di questo mutamento strategico che in America ancora non c'è e che non può non basarsi anche sul superamento delle alleanze militari nate nel secolo del bipolarismo e dei blocchi contrapposti, compresa la Nato. È del tutto evidente che questo è solo un orizzonte strategico che tuttavia va perseguito passo passo, con il realismo politico di accordi parziali e regionali, dalle forze di ispirazione socialista, democratica e pacifista mondiali.

In questo mutamento urge che l'Europa, dove è nato il socialismo teorico e pratico e dove il capitalismo è stato lavorato, per così dire, da quell'ispirazione politica, esca dalla condizione di vaso di coccio fra vasi di ferro (Cina, Russia, Stati Uniti e potenze minori regionali).

A questo scopo, nell'orizzonte strategico della sinistra europea dovrebbe esserci anche l'accelerata costruzione di una Difesa comune che non sia complementare alla Nato, come sostengono alcuni, ma sostitutiva. Una Difesa comune che dia al vecchio Continente l'autonomia necessaria ad esercitare sul piano mondiale un ruolo di pace a tutto tondo basato sulla cooperazione. Ma la strada dell'unità europea anche militare è oggi inscindibile dal suo fondamento progressista antinazionalista e antisovranista.

Su questo la sinistra europea e anche le forze di altra natura, cristiane, verdi, liberal democratiche, sono in pauroso ritardo e sulla difensiva di fronte al rigurgito del nazionalismo xenofobo erede degli sconfitti nella seconda guerra mondiale. Un rigurgito che sta segnando molte vittorie elettorali in giro per l'Europa.

Dal pensiero di Berlinguer e dalle concrete proposte del vecchio Pci, ma anche di quello socialdemocratico e socialista più alto del tedesco Brandt, dell'austriaco Kreisky e dello svedese Palme, la sinistra europea può trarre ispirazione ideale e più di uno spunto per darsi un nuovo orizzonte strategico internazionalista presupposto per ogni processo di ripresa unitaria.

Compreso quello del superamento della Nato.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
empty alt

John Fante Festival 2026, dal 20 al 23 agosto a Torricella Peligna

Torna a Torricella Peligna, in Abruzzo, dal 20 al 23 agosto il John Fante Festival “Il dio di mio...
Back To Top