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Mercoledì, 26 Ago 2026

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un cerino in un area già densa di esplosività con una guerricciola fra Pakistan e Afghanistan già in corso. Ha detto che lo ha fatto per difendere il sacro suolo degli Usa dai missili iraniani, smentito tosto sia dal Pentagono che dalla Cia. Avevamo già sentito 23 anni fa una bugia simile sulla bocca di Bush figlio sulle "armi di distruzione di massa" in possesso di Saddam Hussein. Insomma, la guerra l'ha iniziata per difendersi!

Trump si sta accorgendo che forse sta pagando caro presso gli americani (i sondaggi dicono che è sgraditissimo all'opinione pubblica Usa anche fra i suoi Maga) l'atto di forza contro l'Iran. Netanyahu, d'altra parte, ha un paese paralizzato dalla mobilitazione totale e, al di là dell'invasione del sud del Libano, un'altra guerra che si allarga a dismisura scatenata dal Tycoon, non la potrebbe reggere.

Secondo alcuni analisti, è stato Netanyahu a trascinare Trump in questa avventura incendiaria. Rubio sembra confermarlo: "Abbiamo colpito perché sapevamo che Israele lo avrebbe fatto”. E le divergenze sull'obiettivo finale cominciano a vedersi. A Trump basterebbe trattare con gli islamisti superstiti di Teheran, tanto a lui, checché abbia detto all'opposizione che stava "arrivando" per liberarli, della libertà degli iraniani non importa nulla. Netanyahu, invece, punta più in alto, al cambio di regime e al ritorno del figlio di Reza Pahlavi. Per questo, però, gli servono le armi americane. Come si svilupperà la guerra non è dato sapere. Per ora si allarga a macchia di leopardo

Intanto, però, si riempie di retroscena osé. C'è chi dice che l'attacco di Trump sia stato determinato dal tentativo di sviare l'attenzione degli Epstein-File. Non sarebbe una novità, anche per Clinton balenò questa accusa quando, in pieno scandalo Lewinski, bombardò alcune strutture militari in Iraq. Comunque, Trump ci fornirà ogni giorno le sue strampalate opinioni psichicamente malate. Ieri non ha escluso l'invio di truppe Usa in Iran.

Per la chiusura dello stretto di Hormuz da parte iraniana, nel frattempo, il gas e il petrolio vanno alle stelle e da subito stanno arrivando agli automobilisti italiani. E le Borse, tempio del capitalismo da sempre, crollano.

L'Europa, come al solito, va in ordine sparso. Salvo Sanchez che ha detto papale papale il suo no a Trump e Netanyahu. L'Ue si limita a consigliare moderazione a chi, Trump e Netanyahu, ha dimostrato abbondantemente di non averne nemmeno l'ombra. L'Italia non è stata informata dell'attacco americano e israeliano, lasciando Crosetto in mutande al sole di Dubai.

Su questo avanzo una mia personale opinione: non siamo stati informati non perché non contiamo niente, anche per questo, ma perché avremmo trovato il modo di dirlo agli iraniani, rovinando la festa a Trump e Netanyahu.

Non si fidano di noi, manco quando scodinzoliamo a Trump.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7
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