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Lunedì, 06 Apr 2026

Redazione

L’allarme è stato lanciato dall’Ansa alle ore 19:45 di giovedì scorso, 27 novembre, e riguarda la possibile chiusura di uno dei centri eccellenza italiani nella lotta ai tumori, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) di Pavia.

Per scongiurare il rischio, servirebbero 35 milioni di euro, come ha precisato Erminio Borloni, presidente della Fondazione Cnao, che - dopo aver combattuto per più di due anni per ottenere i finanziamenti promessi e poi 'spariti' dalle varie Finanziarie - ammette sconsolato: ''non so più cosa fare''.

Se il Governo non stanzierà questi fondi rapidamente, rispondendo anche all'appello di eminenti scienziati italiani che hanno scritto al premier Renzi e al Presidente della Repubblica, ''il Cnao rischia di chiudere entro fine anno - spiega Borloni - lasciando migliaia di pazienti senza speranza e 110 dipendenti altamente qualificati (tra cui molti fisici e ingegneri) senza lavoro''.

Realizzato in dodici anni grazie alla collaborazione di prestigiosi istituti come il Cern di Ginevra, l'Istituto nazionale dei tumori di Milano e l'Istituto nazionale di fisica nucleare, il Cnao è l'unico centro italiano in grado di usare sia protoni che ioni carbonio per trattare le forme di tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale. Ad oggi sono 380 i pazienti già trattati. Nel mondo ci sono altri tre centri simili e si trovano in Germania, Giappone e Cina.

''Questi 35 milioni che attendiamo da più di due anni - precisa Borloni - sono quelli che ci mancano per pagare la costruzione del centro, che in totale ha richiesto un investimento di 135 milioni di euro, 50% in meno di quanto richiesto dagli altri centri all'estero. Allo stato attuale solo un fido bancario di 4,9 milioni di euro sta sostenendo l'operatività della Fondazione e il suo esaurimento è previsto per la fine del 2014''.

La chiusura del centro ''comporterebbe lo sperpero indecente di finanziamenti pubblici per oltre 100 milioni di euro, con il conseguente carico dei debiti in essere e una clamorosa perdita di immagine a livello internazionale'', conclude il presidente della Fondazione Cnao.

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