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Martedì, 10 Feb 2026

Nella sala "Walter Tobagi" della Federazione nazionale della stampa italiana è stato presentato oggi il XV Rapporto di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro”, alla presenza dell’ex procuratore, ex presidente del Senato e promotore di Scintille di Futuro, Pietro Grasso, la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, il procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo e il presidente dell’Autorità anticorruzione, Giuseppe Busia.

Sono trascorsi 45 anni da quel 6 gennaio 1980, quando la più illustre tra le vittime degli amministratori locali sotto tiro, il Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, fu ucciso in un agguato mafioso. Da allora, le dinamiche sono cambiate, ma il fenomeno è ancora ben radicato nella realtà italiana.

Nel 2024, gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, non solo di matrice criminale, rilevati da Avviso Pubblico, sono stati più di uno al giorno, il 4% in più rispetto al 2023, ma molti meno dei quasi 600 del periodo prepandemico. La diminuzione che si è avuta negli ultimi cinque anni non deriva, però, necessariamente da un miglioramento della situazione, ma potrebbe essere il segnale di una più generale sfiducia nelle istituzioni.

Tra la tipologie di intimidazione quella  più utilizzata è rappresntata dagli incendi (17% dei casi, soprattutto al Sud), ma non mancano le lettere/email/biglietti intimidatori (13%), l’utilizzo dei social network (13%), i danneggiamenti di auto, case e altri beni materiali (12%), le scritte offensive e minacciose in luoghi pubblici (12%), le aggressioni fisiche (11%).

Le Regioni maggiormente interessate sono Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, quelle a più alta presenza della criminalità organizzata. I Comuni che hanno subito almeno un atto intimidatorio sono 1.683, il 21% del totale, ma la quota sale al 62% in Puglia. Tra i capoluoghi di provincia, gli enti locali colpiti da atti intimidatori superano il 60% a Napoli, Reggio Calabria, Nuoro, Vibo Valentia, Agrigento, Bari e Taranto. I Comuni più piccoli sono più vulnerabili, con il 52% dei casi censiti nel 2024 nei municipi con meno di 20 mila abitanti.

Il Rapporto raccoglie le testimonianze di diversi amministratori locali che hanno reagito alle minacce: il vicesindaco di Carmagnola (TO) Alessandro Cammarata; la ex sindaca di Isola Capo Rizzuto (KR), Carolina Girasole; l’ex sindaco di Casal di Principe (CE) Renato Natale; il sindaco di Cellamare (BA) Gianluca Vurchio; la ex consigliera di Anzio (RM) Lina Giannino; il sindaco di Vigonza (PD) Gian Maria Boscaro; il sindaco di Buccinasco (MI) Rino Pruiti; la sindaca di Lonate Pozzolo (VA) Elena Carraro; il sindaco di San Giuseppe Jato (PA) Giuseppe Siviglia; il sindaco di Castelnuovo di Porto (RM) Riccardo Travaglini.

Sotto tiro sono anche molti giornalisti che con le loro denunce si sono schierati apertamente per la legalità e sono costretti oggi a vivere sotto tutela, come Paolo Borrometi, il giornalista siciliano sotto scorta dal 2014; Mimmo Rubio, oggetto di minacce ad Arzano (NA) e Luciana Esposito, che ha messo su un Osservatorio sulle dinamiche camorristiche della periferia orientale di Napoli.

Le intimidazioni sono maggiormente concentrate nei mesi di maggio e giugno, in coincidenza con le elezioni amministrative, quando si registra il 25% dei casi totali, con il chiaro obiettivo di condizionare il voto o dissuadere dal presentarsi candidati non assoggettabili.

D’altronde, come diceva Paolo Borsellino (opportunamente citato da Grasso), “politica e mafia sono due poteri che vivono sullo stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

Ed è proprio su questo doppio binario, nel quale spesso convivono le amministrazioni locali, che si sviluppa la maggior parte delle dinamiche intimidatorie. Portare alla luce la dimensione del fenomeno, nelle sue diverse articolazioni, costituisce un elemento imprescindibile per non lasciare soli i cittadini e generare disaffezione per le istituzioni.

Franco Mostaccci
ricercatore statistico, analista economico, giornalista pubblicista
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