Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 05 Mag 2026

Al limite della docenza. Piccola antropologia del professore universitario di Stefano Pivato, editore Donzelli, Roma, 2015, pp.119, euro 17.

Recensione di Roberto Tomei

Come esplicitato nel sottotitolo, il libro contiene una analisi  tanto puntuale quanto critica della fenomenologia del professore universitario, tema in Italia assai negletto. Come sottolinea l’autore stesso, infatti, “in una comparazione tra la produzione letteraria e cinematografica, ciò che più colpisce è la scarsa considerazione dei titoli italiani per la vita universitaria”, di contro al largo interesse che questa riceve negli altri paesi europei e negli Stati Uniti.

Sta di fatto che il disinteresse favorisce il già fin troppo forte senso di separatezza del mondo universitario. Una realtà variamente percepita, stante che, vista dal di fuori, per l’uomo della strada continua a essere il tempio del sapere, cui guardare con deferenza e soggezione, mentre non gode di eguale prestigio presso il mondo della politica e quello della finanza, settori per i quali il sapere sembra avere un peso residuale nella crescita civile del paese. Settori che, comunque, proprio in virtù di questo atteggiamento, ”hanno, con ogni evidenza, non poche responsabilità sullo stato di degrado e sofferenza in cui versa l’università italiana”.

Tornando alla “tribù universitaria”, l’autore ne mette in evidenza, stigmatizzandoli, certi comportamenti tipici, come: l’egocentrismo, nel senso che i professori non partono mai dai problemi universitari, ma dai loro problemi; la vanità, propria di coloro che magari hanno pubblicato presso un anonimo stampatore, ma sono pronti a dire che il loro libro è giunto alla terza o quarta edizione; la litigiosità, dai risvolti talora infantili, praticata spesso da chi latita l’istituzione come forma per certificare la propria presenza; la chiacchiera, in pochi ambienti l’insinuazione maliziosa, riveste un ruolo così di peso come in quello universitario, in cui non è rilevante che sia vero quel che si propaga, ma che la gente ci creda.

Il libro seguita poi a illustrare con doviziosa ma garbata ironia riti e linguaggi della tribù accademica, descrivendo l’eccitazione dei professori (specie di quelli che contano) in occasione dei concorsi (che però vanno sempre diminuendo), la loro particolare percezione della dimensione temporale e di quella spaziale e il loro singolare modo di sentirsi pubblici dipendenti, in un contesto in cui su ogni regola prevalgono le consuetudini formatesi nell’ambiente, dove vale la pena di ricordare che l’Accademia è la più antica fra le istituzioni, dopo la Chiesa.

Dopo aver fatto un quadro storico-comparativo dell’attuale situazione della nostra università, l’autore, riprendendo un monito lanciato nel 2010 dal compianto Edmondo Berselli, invita i suoi colleghi a prendere atto dei cambiamenti intervenuti, mutando atteggiamento, per cercare di fare il meglio possibile “con i soldi che ci sono”, ricordando che c’è, nonostante tutto, “una parte di università, che riesce, in maniera spesso miracolistica, a produrre prodotti di ricerca originali, a formare cervelli corteggiati e invidiati dalle università straniere, a preparare in maniera adeguata gli studenti motivati e a fornire a tutti il diritto alla conoscenza”. E’ questa l’università che giustamente va salvaguardata.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Spesa militare mondiale 2025 a 2.887 miliardi di dollari. Italia: +20%

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di...
empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top