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Venerdì, 27 Mar 2026

Stranizza damuri locandina jpegStranizza d’amuri, regia di Giuseppe Fiorello, con Gabriele Pizzurro - Nino, Samuele Segreto - Gianni, Fabrizia Sacchi - Carmela, la mamma di Nino, Simona Malato - Lina, la mamma di Gianni, Antonio De Matteo - Alfredo, Enrico Roccaforte - Franco, Sebastiano Tinè - Assessore Furino,  Giuditta Vasile - Isabella Scalia; Drammatico; Italia, 2023; Durata: 130'; Produzione: Riccardo Di Pasquale, Eleonora Pratelli, Gabriele Oricchio; Sceneggiatura: Carlo Salsa, Andrea Cedrola, Giuseppe Fiorello; Fotografia: Ramiro Civita; Montaggio: Federica Forcesi; Musiche:Giovanni Caccamo, Leonardo Milani; Costumi: Nicoletta Taranta; Trucco: Jenny Zuccaro, Maria Gerolama Sale; Distribuito da Bim.

Recensione di Anna Sofia Caira

Stranizza d’amuri è un film del 2023 diretto da Giuseppe Fiorello al suo esordio alla regia cinematografica.

La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo Stranizza di Valerio la Martire e si ispira a un fatto di cronaca avvenuto negli anni 80 del secolo scorso, il delitto di Giarre. È infatti dedicato alle due giovani vittime: Giorgio Giammona e Antonio Galatola.

Il delitto di Giarre divenne fondamentale nella storia del movimento di liberazione omossessuale italiano, in quanto portò alla fondazione del primo circolo Arcigay, nato con lo scopo di tutelare i diritti LGBT in Italia.

La stranizza d’amuri, di cui cantò Franco Battiato, è una misteriosa e pervasiva febbre che penetra nelle ossa e fa palpitare il cuore. È quella provata da Gianni e da Nino, due giovani ragazzi siciliani che si incontrano per caso e si innamorano. Gianni è un sedicenne conosciuto da tutto il paese a causa del suo orientamento sessuale. Soprannominato “Giannina” e deriso da tutti, lavora nell’officina del compagno della madre: una madre passiva e sofferente, legata a un uomo che vorrebbe suo figlio fuori di casa. Nino, invece, ha una situazione familiare molto più serena: vive con i genitori, i suoi fratelli e con il nipote poco più piccolo, il quale gli è molto legato.

L’incontro tra Nino e Gianni avviene per caso: uno guida un motorino appena riparato che deve consegnare a un cliente, l’altro sta provando il suo, nuovo di zecca, regalatogli dai genitori. Avviene lo scontro e una respirazione bocca a bocca e nei due nasce subito qualcosa.

Ma siamo nella Sicilia del 1982, nella stagione in cui la Nazionale italiana si fa valere ai Mondiali, e l’amicizia tra i due ragazzi viene subito vista con sospetto. Nino, con il padre produce fuochi di artificio che fa scoppiare per le feste di paese, ed è come un fuoco di artificio che l’amore tra i due esplode all’improvviso. Noi ci ritroviamo a osservare la scoperta di questo amore con gli stessi occhi di un bambino che guarda ammirato e un po' commosso i fuochi di artificio in cielo. Ma in paese non c’è posto per i due “ziti”, le voci girano e gli occhi di tutti sono puntati addosso a loro. L’euforia dei mondiali basta a distrarre da quell’amore proibito e a concedere ai due amanti un po' di tregua.

Beppe Fiorello ci mostra una Sicilia retrograda ma bellissima, con riprese girate non a Giarre ma tra i comuni di Ferla, Marzamemi e Pachino. È serena e dolce l’aria che si respira guardando la pellicola, ma è anche asfissiante immaginare di vivere in quel mondo ignorante e omertoso, che non concede la libertà di amarsi a due giovani uomini senza colpe.

Stranizza d’amuri non parla di un delitto ma, piuttosto, di un percorso, un percorso che fortunatamente ci sta portando lontano, ma che purtroppo non si può ancora considerare concluso. È la storia di due ragazzi che moriranno mano nella mano, forse con la fronte ancora calda a causa di quella strana febbre che non ti fa ammalare ma che piuttosto ti guarisce.

Anna Sofia CairaAnna Sofia Caira
Critica cinematografica
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