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Mercoledì, 29 Apr 2026

di Biancamaria Gentili

L’incredibile telenovela della sede unica dell’Istat nella capitale d’Italia, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Tutti i precedenti sono stati raccontati in esclusiva dal Foglietto. Di recente, in occasione della cerimonia di apertura della  X Conferenza di statistica, dal titolo “Statistica 2.0: vivere l'innovazione al servizio della società”, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso del suo intervento al cospetto delle massime autorità del Paese (assente il solo Berlusconi), dopo essersi dichiarato orgoglioso di partecipare all’apertura della 20^ (sic!), Conferenza, si è detto certo che la 21^ edizione potrà tenersi nel nuovo Palazzo dei Congressi, affidato all’estro dell’architetto Massimiliano Fuksas.

In disparte la gaffe, causata probabilmente dal maligno (per i non addetti ai lavori) 2.0 presente nel titolo della biennale statistica, il primo cittadino, in forte calo di popolarità dopo gli scandali della parentopoli, che ha investito le aziende municipali della capitale, ha dichiarato testualmente: “Lavoriamo per trovare una sede all’Istat, che sia qualificante e nel cuore di Roma, affinché possa lavorare al meglio al servizio dell’Italia”.

Roba da restare sbigottiti, visto che l’Istat nell’ultimo quadriennio ha impegnato e bloccato non poche risorse finanziarie per realizzare la nuova sede nel quartiere di Pietralata, nell’ambito del progetto Sdo, voluto e finanziato da Stato e Comune.

L’estemporanea uscita di Alemanno sembra confermare le previsioni del Foglietto, che nel numero 15/2010, titolava “Istat, verso l’addio alla sede di Pietralata. Che fine farà il terreno costato 15 milioni di euro?”, e ipotizzava che l’area (molto ambita dai tanti palazzinari dell’Urbe), che l’Istat aveva acquistato dal Comune, sarebbe stata  restituita al Campidoglio.

Ma a quale prezzo, visto che è stata pagata 250 euro al mq. e ora ne vale quasi 1000?

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