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Sabato, 26 Set 2026

di Ivan Duca

Gianluigi Condorelli, direttore facente funzioni del dipartimento di medicina del Cnr (incarico di durata trimestrale, da aprile a giugno 2011, data ultima prevista per l’adozione dei regolamenti dell’ente), sembra ignorare alcune regole fondamentali del Cnr.

Infatti, nonostante quanto esplicitamente deliberato dal CdA e previsto dal suo provvedimento di nomina a facente funzioni, che prevede la cura dei soli affari correnti, nei giorni scorsi ha promosso il progetto di riorganizzazione e trasformazione non di uno ma di due Istituti, il tutto senza tener conto di quanto previsto dall’articolo 25 del regolamento di organizzazione e funzionamento del Cnr (ROF).

Il progetto, redatto dal direttore dell’Istituto di Scienze Neurologiche di Cosenza (Isn) Antonio Gambardella, a suo dire su richiesta del direttore generale dell’Ente, prevede la riorganizzazione dell’Isn e dell’Istituto di Biomedicina e di Immunologia Molecolare di Palermo (Ibim), che dovrebbero dare vita al nuovo Istituto di Scienze Neurologiche e Nefrologiche.

Che la trasformazione di un Istituto sia da considerarsi attività eccedente l’ordinaria amministrazione è cosa fin troppo risaputa e, in quanto tale, contrasta con il mandato conferito al Condorelli.

Ma tutta l’operazione, di cui il Foglietto si è già occupato (vedere i numeri del 29 marzo, 19 aprile e 3 maggio), si appalesa anche intempestiva.

Infatti, il nuovo statuto del Cnr, entrato in vigore dal 1 maggio, prevede l’adozione dei nuovi regolamenti e la riduzione dei dipartimenti da 11 a 7, con conseguente necessaria revisione dell’intera rete scientifica.

La riorganizzazione voluta da Condorelli e Gambardella, appare anche priva di concrete motivazioni, attesi gli ottimi risultati scientifici conseguiti dai due Istituti coinvolti, ciascuno nel proprio campo. Di tale avviso sono sia la stragrande maggioranza del personale dell’Isn di Cosenza, che ha bocciato l’idea dell’accorpamento, che i membri (interni al Cnr) del Consiglio Scientifico di Dipartimento, ai quali è stato richiesto un parere per mail.

Nonostante ciò, Condorelli e Gambardella sono convinti ad andare avanti.

Ma i problemi per i due non sembrano essere finiti, se è vero che il direttore dell’Isn non ha mai informato il personale dell’istituto sull’andamento generale dell’attività, così come non ha diffuso la relazione sui risultati dell’attività di ricerca all’interno dello stesso Istituto, oltre a non aver mai riunito, dal momento della sua nomina avvenuta  a marzo 2009, il Consiglio di Istituto.Tutto ciò in violazione agli artt. 26 e 31 del ROF.

Sono in tanti ad attendersi, ora, una presa di posizione del presidente e dell’intero cda del Cnr, quanto meno in difesa delle regole scritte che disciplinano l’attività del più grosso ente pubblico di ricerca del Paese, in gran parte finanziato con risorse della collettività.

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