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Sabato, 25 Apr 2026

Ivan Duca

Dopo l’allarme di Usi/RdB e del Foglietto del 21 settembre, la comunità cosentina tutta e le forze politiche si sono mobilitate in difesa dell'Istituto di scienze neurologiche (Isn) del Cnr, messo in ginocchio dalla inopinata decisione della giunta regionale calabra, guidata da Scopelliti, di revocare la convenzione con l'importante struttura pubblica, che opera alle porte di Cosenza, dove migliaia di pazienti affetti da malattie quali sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, Alzheimer, nonché malattie cerebrovascolari e neuropatie periferiche su base genetica, annualmente ricevono circa 8000 prestazioni diagnostiche altamente specialistiche.

Paradossalmente, continuano a essere assistiti i pazienti provenienti da altre Regioni, che invece non hanno disdetto le loro convenzioni, mentre i calabresi dovranno pagare fino a un massimo di 5mila euro per prestazione. Nonostate il clamore e l’indignazione suscitati dalla vicenda, i vertici del Cnr tacciono.

Un silenzio rotto solo dal direttore dell'Isn, Antonio Gambardella, che nel corso di una intervista all'emittente Tele Europa Network ha gettato pesanti ombre sulla genesi dell’Istituto, definito - prima dell'arrivo del direttore Aldo Quattrone - una delle “solite cattedrali nel deserto in Calabria dove si spendevano soldi per arricchire magari degli interessi personali privati che non riguardano assolutamente l'interesse scientifico della comunità”.

Nemmeno dichiarazioni tanto gravi, da richiedere urgenti accertamenti e verifiche, hanno smosso i vertici di piazzale Aldo Moro.

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