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Giovedì, 19 Feb 2026

di Alex Malaspina

Giovedì prossimo scade il termine per il personale del Cnr - non è chiaro se anche a tempo determinato - per manifestare il proprio interesse a ricoprire l’incarico di direttore dell’Ufficio stampa e comunicazione.

A stabilire la scadenza e i requisiti necessari è stato un avviso apparso l’11 gennaio scorso sul sito dell’Urp dell’ente.

A stupire non poco i dipendenti del più grosso ente di ricerca del paese sono stati i requisiti richiesti per poter partecipare alla selezione.

Se il possesso del diploma di laurea e l’iscrizione all’Ordine nazionale dei giornalisti, appaiono del tutto normali, non altrettanto può dirsi per il resto.

Si va dalla pluriennale e comprovata esperienza nel coordinamento di uffici stampa degli enti pubblici, con particolare riferimento - manco a dirlo - agli enti di ricerca, alla comprovata esperienza nella direzione di organi informativi editi dalle pubbliche amministrazioni; dalle competenze in materia di comunicazione scientifica comprovate da docenze universitarie (sic!) e presso strutture e corsi di formazione, partecipazione a seminari e convegni, pubblicazioni, a esperienze di organizzazione di eventi di divulgazione e diffusione della cultura scientifica.

Difficilmente, anzi sicuramente una simile professionalità, salvo sorprese, non è presente tra i dipendenti di ruolo del Cnr, tra i quali dal 2006* figurano, invece, bravi giornalisti, che pur avendo diretto quotidiani nazionali, difficilmente potranno dimostrare il possesso dei requisiti “supplementari” testé elencati.

Il pessimismo è suffragato anche dal cda del Cnr che, il 19 gennaio 2005, in occasione dell’affidamento dell’incarico di capo ufficio stampa a un esterno, affermò, nelle premesse del provvedimento, che “alla predetta esigenza non può farsi fronte con personale in servizio presso il Cnr”.

Eppure, come detto, al Cnr, tra il personale di ruolo in servizio, ci sono giornalisti iscritti all’ordine, che forse sono in possesso dei requisiti previsti dal Dpr 422 del 2001 (che individua i titoli professionali del personale da utilizzare presso gli enti pubblici per attività di informazione e comunicazione), ma certamente non di quelli  “fuori sacco” richiesti dall’avviso interno del Cnr.

Per i soliti maligni, un simile bando, quasi sartoriale, potrebbe ridurre al lumicino il numero dei possibili partecipanti, agevolando qualcuno e danneggiando altri.

Se così fosse, però, risulterebbe palesemente violato il citato Dpr 422, dal quale nessuno dovrebbe derogare. Neppure il Cnr.

*riferimento temporale saltato per mero refuso nella prima stesura

 

 

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