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Sabato, 24 Ott 2026

Comunicato Usi-Ricerca

Fumata nera dall’incontro odierno con la delegazione Istat. Lontani dal tavolo, il presidente Giovannini, forse convinto che il personale dell’Istat abbia ormai raggiunto il massimo del "benessere", ma anche la direttrice reggente, Giovanna Bellitti, convinta che il suo ruolo – giunto all’epilogo – sia limitato all’ordinaria amministrazione, i delegati Antonino Costantino e Manlio Calzaroni non hanno potuto assumere alcun impegno concreto rispetto alle soluzioni risolutive proposte da Usi-Ricerca, che ha chiesto il pagamento immediato delle economie del salario accessorio 2009-2010, della seconda rata del Fondo per la produttività collettiva e individuale nonché il pagamento dei rimborsi delle attività assistenziali, bloccati da quindici mesi.

L’unica certezza emersa dalla riunione è rappresentata dal comportamento del direttore generale reggente che non risulta disponibile a sottoscrivere alcun provvedimento che sblocchi l’incresciosa situazione, ritenendola evidentemente di straordinaria amministrazione.

A causa di ritardi e errori accumulati dalla gestione Giovannini, il personale Istat sta subendo gravi danni, che saranno tangibili con la busta paga di marzo.

Ancora una volta, i vertici dell’amministrazione si mostrano latitanti rispetto alle legittime aspettative dei lavoratori.

E’ auspicabile che la nomina, avvenuta ieri, del nuovo direttore generale, dopo anni di incertezze e approssimazioni di ogni sorta, ridia vitalità e slancio all’azione amministrativa, mai così paralizzata come oggi, che dovrebbe porre al centro dei propri obiettivi gli interessi dei lavoratori, che esigono di essere concretamente soddisfatti, essendo ormai intollerabili rinvii sine die e vacue contestazioni, che finiscono per fare il gioco dell’amministrazione.

Ne è lampante dimostrazione il mancato accordo sui rimborsi per le attività assistenziali, frutto di rivendicazioni pretestuose avanzate da anni dai sindacati maggioritari, e che comunque potrebbero essere eventualmente fatte valere – ma ciò non è mai avvenuto e continua a non avvenire - nelle sedi competenti, naturalmente ove provviste di fondamento.

Di fatto, tutto ciò non fa che il gioco dell’amministrazione che, da parte sua, continua a non ottemperare al dettato normativo che, in assenza di accordo con i sindacati, le consentirebbe comunque di dare applicazione alle proposte, ancorché in via provvisoria.

Di fronte a una situazione di tal genere, finora mai vista all’Istat, Usi-Ricerca invita il presidente Giovannini a trarne le debite conseguenze, rassegnando le proprie dimissioni.

Quando è doveroso e possibile, il “benessere” va praticato e non solo sbandierato sui giornali.

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