Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 25 Ott 2026

di Biancamaria Gentili

La scure di Enrico Bondi sta per abbattersi su alcuni enti di ricerca, che rischiano di perdere la propria autonomia giuridica e gestionale. Interessati all'ennesimo processo di "riordino e razionalizzazione" sarebbero, innanzitutto, l'Istituto italiano di studi germanici e il Centro Fermi, che da anni si contendono la palma del più piccolo ente del comparto ricerca, con un organico inferiore alle dieci unità.

Entrambi, secondo le intenzioni del Governo, verrebbero assorbiti dal Consiglio nazionale delle ricerche, che di recente ha incorporato l'Insean.

In procinto di trasferirsi armi e bagagli nel Cnr sarebbe anche l'Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim), con sede a Torino, mentre l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), ubicato a Sgonico (Trieste), andrebbe a fondersi con l'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).

Un'operazione che si appalesa tutt'altro che razionale e che in nessun caso genererebbe risparmi, se non altro per la dislocazione territoriale degli stessi.

Grandi manovre vengono segnalate anche negli enti di ricerca vigilati dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali. A fare da capofila è il Cra - Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, che dopo quasi un decennio, tra numerose gestioni commissariali e turbolenze interne,  sta per portare a termine il processo di riordino iniziato nel 2004, con l'approvazione dello statuto.

Tutto ora potrebbe essere rimesso in discussione se, come sembra, al portone dell'ente di via Nazionale dovessero bussare, per chiedere asilo, altri due enti di sperimentazione del settore agro-alimentare: l'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) e l'Istituto nazionale di economia agraria (Inea).

Eppure, le fallimentari esperienze di accorpamenti tra enti di ricerca, come quello clamoroso che nel 2008, a seguito della fusione tra Apat, Icram e Infs, portò alla nascita dell'Ispra, non sembrano siano state valutate con attenzione.

Se si vogliono veramente conseguire risparmi, anziché varare provvedimenti di facciata negativi per il buon andamento della pubblica amministrazione, occorre un vero controllo preventivo, non solo di legittimità, ma soprattutto di merito sulla spesa,  grazie al quale verrebbero alla luce quelle macroscopiche discrasie che caratterizzano la vita degli enti. Non solo di ricerca.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Un tranquillo funerale di famiglia”, azzeccata commedia di costume con un eccellente cast

Un tranquillo funerale di famiglia, regia di Massimiliano Bruno, con Claudia Pandolfi, Pietro...
empty alt

Il conto del carovita lo pagano i più poveri e gli “sconti” alla pompa non funzionano

Poiché ci troviamo di nuovo nel bel mezzo di una crisi energetica – la seconda in pochi anni – che...
empty alt

Sanità, Corte dei conti: risorse e interventi per ridurre le liste di attesa

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei...
empty alt

“Tortura e genocidio”, il contrastato Rapporto di Francesca Albanese

Tortura e genocidio. Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei...
empty alt

La geometria che salva le foreste: come la disposizione degli alberi protegge la biodiversità

Quali specie rischiano maggiormente di sparire da un ecosistema? La risposta più logica...
Back To Top