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Martedì, 25 Ago 2026

di Ivan Duca

In un ente pubblico rispettoso, come dovrebbe essere, del dettato costituzionale, che esige il perseguimento della imparzialità e della buona amministrazione, un’operazione di scorrimento di graduatorie di concorsi dovrebbe avvenire alla luce del sole, con criteri predeterminati, che siano chiari, logici e, soprattutto, pubblici.

Quello che, invece, sta accadendo in queste ore al Cnr, a pochi giorni dal Natale (quando persino la pubblicità dice che “si può dare di più”), non sembra rispettare il contenuto dell’art. 97 della Costituzione italiana.

Da piazzale Aldo Moro, infatti, ci viene segnalata una frenetica attività dirigenziale e paradirigenziale volta alla emanazione, col favore delle tenebre, di un provvedimento di scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici, tuttora valide.

Una iniziativa sicuramente lodevole, giacché permetterebbe l’assunzione di 62 unità di personale, di cui 28 ricercatori, 9 tecnologi, 2 funzionari amministrativi, 22 cter e un collaboratore di amministrazione, già dichiarati idonei.

Ma, siccome le graduatorie non scadute sono numerose e gli idonei superano di gran lunga il numero dei posti disponibili, correttezza amministrativa e sani principi di trasparenza imporrebbero che il Cnr, preventivamente, stabilisse i criteri in base ai quali effettuare le scelte dell’uno e non dell’altro idoneo. Di notte, tutte le vacche sono nere, diceva Hegel. Ma questo non può valere per il Cnr.

A noi non risulta, salvo prova contraria, che l’ente presieduto da Luigi Nicolais e diretto da Paolo Annunziato, si sia preoccupato di rendere pubblici tali criteri, ammesso che li abbia mai definiti.

Risulta, invece, che, ancora una volta, si sta assistendo a un indecoroso “mercato” degli idonei, con oscillazioni che ora vedono salire, ora scendere, le quotazioni di questa o quella graduatoria.

Eppure, come non ci stancheremo mai di ricordare, il presidente Nicolais al momento dell’insediamento dichiarò solennemente che la sua gestione dell’ente avrebbe avuto come bandiera quella della trasparenza e del merito. Peccato che anche in questa vicenda sia stata tristemente ammainata.

Qualche settimana fa ci meravigliammo che al Cnr, per ottenere un incarico da direttore di Istituto, bastasse presentare un progetto "coerente", anziché, come sarebbe stato più naturale e logico, "più coerente" rispetto a quelli proposti dagli altri candidati ritenuti inidonei all'incarico. Ora, nel caso delle graduatorie, siamo ben al di sotto perfino della "coerenza", che evidentemente al Cnr sembrano considerare, come Oscar Wilde," la virtù degli imbecilli".

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