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Martedì, 25 Ago 2026

di Flavia Scotti

Le festività natalizie non sembrano aver rallentato l’attività del neo presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Roberto Danovaro, volta a favorire un rinnovamento dell’ente, nel rispetto delle finalità istituzionali.

Tra i primi adempimenti della nuova gestione, c’è da sciogliere il nodo della nomina del direttore generale, figura assai importante per il raggiungimento degli obiettivi dell’ente, dato che ad essa spetta il compito di predisporre i mezzi per l’attuazione degli indirizzi dettati dal consiglio di amministrazione.

Si tratta di una scelta strategica, che non può essere procrastinata, dato che, al momento, come già sottolineato dal Foglietto, l’incarico è ricoperto in regime di prorogatio da Marco Cinquegrani, primo tecnologo del Cnr, già capo della segreteria tecnica del ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais (attuale presidente del Cnr), nominato direttore generale della Stazione Zoologica dal 1° gennaio 2009 con provvedimento dell'allora presidente Roberto Di Lauro, che ha incassato il 13 novembre  una proroga dell’incarico fino al 30 giugno 2014, con la seguente motivazione: “Tenuto conto che a tutt’oggi non risulta ancora conclusa la procedura di nomina del Presidente”. Venuto, però, meno tale presupposto, si attende ad horas l’avvio di una selezione pubblica per individuare il nuovo dg, che goda della piena fiducia del nuovo vertice dell’ente.

Un'altra questione da avviare quanto prima a soluzione è quella relativa al conferimento degli incarichi di collaborazione e consulenza, materia sulla quale vi è stata finora non poca indeterminatezza. L’auspicio è quello che non solo si fissino criteri di trasparenza ma che si stabiliscano anche, da un lato, le priorità, dall’altro, le incompatibilità, che escludano, tassativamente, ogni e qualsiasi possibilità di affidamenti di incarichi retribuiti a ex dipendenti della Stazione.

Con ciò non si vuole affatto disperdere il patrimonio di conoscenze ed esperienze accumulate sinora ma, anzi, valorizzarlo, eventualmente ricorrendo a formule organizzatorie, come quella dell’associatura, da tempo in uso presso il Cnr, che esclude compensi di sorta agli associati ma garantisce adeguata partecipazione a progetti e programmi di ricerca.

Sono, queste, soltanto le prime emergenze che, ad avviso di Usi-Ricerca, andrebbero subito affrontate. Ma, come abbiamo già ricordato la scorsa settimana, sembra che al nuovo presidente non manchino le idee per fornire nuovi stimoli al personale, anche precario, iniziando un percorso al quale lo stesso sindacato guarda non senza fiducia, pronto a dare il proprio contributo.

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