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Venerdì, 19 Giu 2026

Dalla Relazione 2012 sulla gestione del Cra, depositata nei giorni scorsi dalla Corte dei conti, pur in presenza di qualche ombra, emerge una situazione rosea per il Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra) che, però, nel 2013, potrebbe mutare aspetto.

Secondo i dati forniti dalla magistratura contabile, l’Ente ha chiuso l’esercizio 2012 con un avanzo finanziario pari ad € 7.062.420; il totale delle entrate accertate, pari ad € 140.253.733, al netto delle partite di giro, ha fatto registrare un incremento del 4,60% rispetto al precedente esercizio; le uscite correnti, pari ad € 117.748.703, sono diminuite rispetto al 2011 dell’1,47% così come le uscite in conto capitale che si riducono del 5,44%; i residui attivi ammontano ad € 164.007.247 (-2,24% rispetto al precedente esercizio), mentre i residui passivi ammontano a complessivi € 66.420.324, facendo registrare un decremento del 9,73% rispetto al 2011; l’avanzo di amministrazione, pari ad € 48.517.556, è fortemente influenzato da una notevole massa di residui attivi, anche risalenti nel tempo; risultano rispettati i limiti previsti dalla normativa vigente per quanto riguarda la spesa per missioni, formazione ed autovetture; mentre non risultano impegni sui capitoli afferenti le spese per consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità, rappresentanza e sponsorizzazioni; l’avanzo economico è pari ad € 12.839.902 (+ 653,95% rispetto al 2011); il patrimonio netto registra un incremento dell’8,12% passando da € 158.117.303 del 2011 ad € 170.957.205 del 2012.

Nello stesso documento, però, c’è un richiamo a quella che è la situazione dell’ente di via Nazionale dopo l’incorporazione dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran).

Dal rendiconto relativo al 2012 dell’Inran – scrivono i giudici – emerge per lo stesso ente incorporato un disavanzo finanziario di competenza di euro 3.239.455; un - disavanzo di amministrazione di euro 929.999; un fondo di cassa zero e anticipazioni di cassa per euro 23.607.729,36 estinte solo parzialmente.

Questa situazione - puntualizzano gli stessi giudici - che appare molto critica, risulta ulteriormente aggravata dal fatto che il Cra ha rilevato la presenza di oneri previdenziali e fiscali non versati da parte dell'Inran.

Nel corso del 2013, pure le funzioni dell'Ente nazionale sementi elette (Ense) sono state trasferite al Cra. Anche tale processo – conclude la Corte -  avrà influenza sul bilancio del Cra nel 2013 e negli anni seguenti.

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