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Mercoledì, 10 Giu 2026

altTra due enti di cui è in corso la fusione (Cra e Inea) c’era sinora in tutto un solo direttore generale pleno iure, Laura Proietti, dei ruoli dell’Inea, dove un anno fa aveva assunto l’incarico con un contratto di durata quadriennale, all’esito di una selezione pubblica.

Ora si è deciso di farne a meno.

Così ha voluto il Commissario straordinario, Salvatore Parlato, con proprio decreto n.28 del 13 marzo 2015. Per effetto di tale provvedimento, dal 1° gennaio di quest’anno, l’ex dg torna a fare il dirigente di seconda fascia, con il relativo trattamento economico.

Della statuizione contenuta nel decreto commissariale colpiscono due aspetti.

Il primo è quello di aver attribuito al provvedimento il carattere della retroattività, visto che il dictum in esso contenuto spiega i suoi effetti non dalla data di adozione del provvedimento stesso ma a partire dal 30 dicembre 2014, data di entrata in vigore della legge 190/2014.

Volendo ammettere solo per ipotesi che con l’entrata in vigore della predetta legge il dg dell’Inea non era più tale e che il relativo contratto di lavoro doveva intendersi risolto di diritto, non si capisce perché il Commissario abbia atteso quasi tre mesi prima di comunicarlo all’interessata.

Il secondo aspetto che lascia perplessi è rappresentato dal fatto che, come noto, il direttore generale non è un organo dell’ente, come il presidente o il cda, ma un dipendente, per di più a tempo determinato, per cui – nel caso di specie – prima di adottare provvedimenti “risolutivi” nei confronti del medesimo doveva forse attendersi il decreto  che, ai sensi del comma 381, terzo periodo, dell’art. 1 della legge 190/2014, il Ministro delle politiche agricole  alimentari e forestali,  di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica  amministrazione, dovrà adottare per individuare le risorse umane, strumentali e finanziarie dell'Inea trasferite al Consiglio.

E tra le risorse umane abbiamo fondato motivo di ritenere che figuri anche il direttore generale che, forse, avrebbe potuto colmare una lacuna che da dicembre 2012 vede il Cra sprovvisto proprio di un dg, che viene  rimpiazzato da un facente funzioni, incarico quest’ultimo che dovrebbe essere connotato da una durata temporale assai limitata. Ma tant’è.

 

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