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Mercoledì, 10 Giu 2026

altCon un chilometrico comunicato (circa 10mila battute, in 3 pagine) diffuso nel tardo pomeriggio di ieri 21 aprile, il direttore generale dell’Istat, Tommaso Antonucci (in carica da quasi tre mesi), ha tentato di giustificare e chiarire il comportamento tenuto fino a oggi dall’amministrazione nella trattativa sindacale avente ad oggetto salario accessorio per le annualità dal 2011 al 2015 e progressioni economiche e di livello del personale tecnico e amministrativo.

 

La trattativa, di fatto, è bloccata da tempo, stante l’atteggiamento, dai più ritenuto eufemisticamente “sordo”, dell’ente statistico che, con sconcertante ostinazione, omette di giustificare sotto l’aspetto squisitamente giuridico le ragioni per le quali ha deciso di dare applicazione a una riduzione del salario accessorio, in virtù di una norma destinata solo ed esclusivamente ad enti che nel periodo 2011-2014 hanno fatto registrare una diminuzione di “personale in  servizio”. Evento che, come documentalmente provato, non ha interessato l’Istituto presieduto da Giorgio Alleva, che, però, in maniera del tutto arbitraria ed immotivata, ha deciso di stravolgere la norma (articolo 1 comma 456 della Legge 147/2013), trasformando quello che è il “personale in servizio” in “personale di ruolo”, al fine di giustificare, si fa per dire, un taglio di 1,3 milioni di euro, vale a dire di una somma sufficiente ad assicurare la copertura delle progressioni economiche e di livello, legittimamente spettanti al personale.

La corretta applicazione della norma era stata sollecitata alla delegazione trattante dell’Istat da Usi-Ricerca nel corso della riunione del 27 marzo scorso e tempestivamente portata all’attenzione del personale.

Ebbene, il direttore generale dell’ente, nel suo interminabile “messaggio” al personale di tutto, ma proprio di tutto ha parlato (anche della nuova sede), meno che della più che legittima eccezione tempestivamente sollevata dall’Usi, e non da altri, che risulta essere decisiva per un rapida e positiva soluzione di un problema che, invece, si vuole far passare per difficoltoso.

E’ fin troppo evidente che, fino a quando la palese violazione di legge posta in essere dall’amministrazione non avrà termine, ogni confronto – più o meno mascherato da tavolate tecniche alle quali l’Usi non si è mai associato – risulterà inutile o, peggio, dannoso, per tutto il personale interessato.

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