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Venerdì, 09 Gen 2026

Colleghe, amiche e Nobel. Chi sono le due scienziate vincitrici del prestigioso premio per la chimica?

Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier hanno inventato CRISPR, la tecnica di ingegneria genetica che permette di tagliare pezzi di Dna e sostituirne un pezzo con uno nuovo.

Chimica e accademica statunitense, Jennifer Dounda è nata a Washington nel 1964, ma è cresciuta nelle Hawai. Insegna Chimica Molecolare presso il Dipartimento di Chimica e Ingegneria Chimica dell'Università della California a Berkeley.

La scoperta di CRISPR è frutto della sua collaborazione con la microbiologa Emmanuelle Charpentier, nata nel 1968 in provincia di Parigi. Laureata all’Università Pierre e Marie Curie di Parigi e dottorata all'Istituto Pasteur nel 1996, dopo importanti esperienze di ricerca negli USA, nel 2009 è stata nominata docente associato all'Università di Umeå, dove è stata nominata a capo di un gruppo di ricerca che collaborava con quello di Jennifer Doudna

Grazie a un semplice progetto di ricerca, il cui obiettivo era scoprire come i batteri combattono le infezioni virali, è stato scoperto che una proteina, chiamata CRISPR-Cas9, è capace di difendere le cellule: di cercare, tagliare e infine degradare il DNA virale in modo ben preciso.

La sua funzione è stata utilizzata dalle due ricercatrici come fosse una tecnologia di ingegneria genetica – un modo per cancellare o inserire specifici frammenti di DNA nelle cellule con una precisione incredibile – che offrirà l'opportunità di fare delle cose impossibili in passato. CRISPR è divenuto quindi un potente strumento di "editing genomico" che permetterà agli scienziati di curare molte mattie genetiche attraverso cambiamenti del DNA delle cellule.

Nel 2018, lo scienziato cinese He Jiankui l'avrebbe utilizzata per cambiare i geni di embrioni umani di due gemelline che (avendo il padre siero positivo) sarebbero state immunizzate dal virus HIV, dai virus delle epatiti e di altre malattie infettive.

Dopo l’annuncio della nascita delle gemelle con i genomi modificati, le questioni etiche e sociali che la comunità scientifica si trova ad affrontare si sono fatte più intricate perché presentano varie e complesse questioni che dovranno essere discusse e regolamentate al più presto.

Sale ora a sette il numero delle Nobel per la Chimica: Maria Skodlowska-Curie (1903), Irène Curie-Joliot (1935), Dorothy Crowfoot-Hogkins(1964), Ada Yonah (2009), Frances Hamilton-Arnold (2018).

“I confini sono fatti per essere attraversati” scriveva Evelyn Fox Keller nel 1996 e le donne lo hanno dimostrato molto bene.

Per saperne di più sulle Nobeldonne della scienza: "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, 16 €, Ledizioni, 2020. Anche in versione e-book.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

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