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Mercoledì, 07 Ott 2026

La psichiatra Lorna Wing è nata nel Kent in Inghilterra nel 1928, ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza e al trattamento delle persone con autismo e sfatato i più diffusi pregiudizi collegati al comportamento autistico, mettendo profondamente in discussione il concetto di “madre frigorifero”.

Aveva ripreso gli studi ormai dimenticati di Hans Asperger, pediatra austriaco che negli anni Quaranta del secolo scorso aveva studiato un gruppo di bambini accomunati da una serie di caratteristiche mai descritte prima di allora.

Nel 1981 le definì “sindrome di Asperger” cioè una forma di autismo ad alto funzionamento, che non comporta significativi ritardi nello sviluppo cognitivo e del linguaggio, ma una persistente compromissione delle interazioni sociali insieme a schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati e ad attività e interessi molto ristretti.

Precedentemente, Lorna Wing aveva contribuito a fondare nel Regno Unito la “National Autistic Society”, nata nel 1962, e negli anni Settanta aveva attuato le principali rivoluzioni nella conoscenza dell’autismo.

Per prima aveva condotto uno studio epidemiologico sulla popolazione, sfatando l'idea dello psichiatra austriaco Leo Kanner che si trattasse di una “malattia dei ricchi”, spesso associata a un'intelligenza fuori dal comune.

Lo studio da lei condotto nei dintorni di Londra, aveva messo in evidenza, invece, tre punti fondamentali: 1. l’autismo non è una “malattia dei ricchi” ma una condizione che interessa tutti gli strati sociali, 2. non dipende dalle caratteristiche della madre e 3. nel 70% dei casi si associa anche a un ritardo mentale.

Con il suo lavoro è riuscita a dare un contributo enorme alla pratica clinica, sfatando concetti pericolosi come quello della “madre frigorifero”, introdotto in questi termini negli anni Sessanta dallo psicoanalista Bruno Bettelheim e responsabile non solo di aver colpevolizzato i genitori, ma anche di aver minato alla radice la fiducia tra le famiglie e i medici.

È scomparsa nel 2014 all'età di 86 anni. Chi l’aveva conosciuta la definiva “una donna gentile, affabile e piena di premure con i suoi pazienti”.

Per saperne di più sulle pioniere della medicina: Sara Sesti e Liliana Moro, "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, Ledizioni, Milano 2020, anche in versione e-book.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
https://www.facebook.com/sara.sesti13

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