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Domenica, 24 Mag 2026

Nel femminismo italiano, il dibattito sui fondamenti della scienza inizia a metà degli anni ’80.

La svolta decisiva avviene subito dopo il disastro di Cernobyl del 26 aprile 1986, il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare.
Il cambio di rotta ha luogo perché quel disastro viene riconosciuto non più come un incidente isolato, come nel precedente caso di Seveso del 1976, ma come la manifestazione di uno squilibrio da affrontare nelle sue origini profonde.

La prontezza e la competenza con cui si esprime la critica femminista non sono improvvisate: sono il risultato delle esperienze e delle pratiche del movimento delle donne che, partito nel decennio precedente dai temi del personale, della sessualità e dell’inconscio, è arrivato anche a confrontarsi con gli oggetti tradizionali del sapere.

Come ha fatto il gruppo “Sessualità e simbolico”, nato nel 1977 a Milano e confluito in parte nell’esperienza dei corsi 150 ore. Fondamentale è stato anche il lavoro del “Movimento per la salute e per la medicina delle donne”, portato avanti nei consultori e nei gruppi di self help.

Fino ad allora, la critica di sinistra è bloccata sulla distinzione tra “uso e abuso della scienza”. Si ritiene cioè che la ricerca sia di per sé buona e neutrale, mentre invece possono diventare cattive le sue applicazioni.

Gli scienziati non sono ritenuti colpevoli degli esiti distruttivi, perché non sono loro a decidere l’uso delle scoperte scientifiche, che sono scelte dei politici, dei padroni o dei militari.

La critica delle donne apporta un vera e propria rivoluzione, perché mette in discussione proprio la presunta oggettività e neutralità della ricerca, rivendicando la presenza dell’elemento individuale, soggettivo e sessuato, anche nel processo di produzione di conoscenza.

Per approfondire: Sara Sesti, Liliana Moro “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2020.

(1-continua)

Sara SestiSara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza"
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

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