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Mercoledì, 06 Mag 2026

Al via martedì 14 novembre a Firenze (Palazzo dei Congressi, Piazza Adua 1), il Forum Mondiale sulle Frane (6° World Landslide Forum – WLF6), con l’obiettivo di mettere a punto una piattaforma comune di interventi e priorità, attraverso la condivisione delle conoscenze che la ricerca e la tecnologia più avanzate mettono a disposizione a livello mondiale.

Oltre 1100 i partecipanti provenienti da 69 Paesi, con un programma di lavoro molto intenso focalizzato su come ridurre il rischio di frana a livello globale attraverso il monitoraggio e l’allerta rapida, la modellizzazione, la valutazione del rischio e le tecniche di mitigazione, lo studio della relazione con i cambiamenti climatici.

Il Forum, che terminerà il 17 novembre, è organizzato congiuntamente dalla Cattedra UNESCO sulla Prevenzione e gestione sostenibile dei rischi idrogeologici dell’Università di Firenze e dal Consorzio Internazionale sulle Frane nell’ambito del Programma Internazionale sulle Frane, con il supporto di cinque organizzazioni delle Nazioni Unite (UNESCO, WMO, FAO, UNDRR, UNU) e di quattro organizzazioni scientifiche sovranazionali (ISC, WFEO, IUGS e IUGG).

A capo del comitato organizzatore è Nicola Casagli, docente di Geologia applicata e presidente del Centro per la Protezione Civile dell’Ateneo fiorentino, affiancato da Paolo Canuti, titolare della Cattedra UNESCO e da Veronica Tofani, docente dell'Università di Firenze, segretario generale del congresso.

 Durante la giornata di apertura dei lavori, dopo i saluti istituzionali, si terrà una Tavola rotonda alla quale parteciperanno rappresentanti di FAO, UNESCO, UNDRR (United Nations Office for Disaster Risk Reduction) e delle organizzazioni scientifiche internazionali, il Forum adotterà la "Dichiarazione di Firenze per la Riduzione del Rischio di Frana".

“Si tratta di un documento di intenti, che indica un’importante direzione di lavoro – spiega Nicola Casagli, che è anche presidente dell’International Consortium on Landslides (ICL), uno degli organismi promotori del Forum –. La Dichiarazione chiede a istituzioni ed entità a livello globale di aderire all’Impegno di Kyoto 2020 nell’ambito del Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030 e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile. Ma contiene anche la richiesta di impegno a tutti coloro che, come scienziati o tecnici, si occupano di frane a contribuire a una serie di pubblicazioni ad accesso aperto, perché le conoscenze possano diffondersi e favorire la collaborazione tra i governi, la società civile e le comunità scientifiche per ridurre i rischi connessi a queste catastrofi”.

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