Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 15 Lug 2026

etichetta lavatriceQuasi un prodotto su due (il 43%) è venduto senza etichetta energetica o con l’etichetta scorretta. È il dato che emerge dal rapporto Etichetta Furbetta 2015, presentato da Legambiente, in collaborazione con Movimento difesa del cittadino e Gestore servizi energetici (Gse). È la terza tappa del progetto MarketWatch, nell’ambito del programma Intelligent Energy for Europe che affianca sedici realtà della società civile e istituzioni nel settore del controllo di mercato nel campo delle etichette energetiche. Un programma, co-finanziato dalla Commissione Europea. Legambiente e MdC hanno realizzato 12 visite a punti vendita tradizionali e 12 verifiche a punti vendita online, focalizzando la propria attenzione sulle tipologie più critiche, quali supermercati e negozi di mobili e complementi di arredamento.

Ebbene, dall’indagine che si è svolta in 2.704 negozi fisici e 1.933 negozi online, che ha riguardato 4.637 prodotti, emerge che la metà di questi viene venduta con etichetta fuori norma o senza dare adeguate informazioni al cliente. Solo il 57% dei prodotti è correttamente etichettato: l’81% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online, un divario che conferma il trend già rilevato lo scorso anno. Nel settore, non solo continuano a non comparire le etichette energetiche accanto alle foto dei prodotti, come previsto dalla normativa entrata in vigore dal 1 gennaio scorso ma, addirittura, sono ancora in vendita prodotti al di sotto della classe A+ messi al bando dalla Direttiva Ue, perché troppo energivori. Tra le categorie di prodotto meno virtuose cappe aspiranti (89% non conformi), televisori (75%) e forni (64%). E dire che, 8 dei 12 negozi on line presi in esame fanno riferimento a grandi catene specializzate.

Una situazione che, alla luce degli scenari che si prospettano sui cambiamenti climatici, appare particolarmente grave. «Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica – dichiara Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente – sono di notevole importanza per il clima. Se venissero correttamente applicate, si avrebbe un taglio annuale di circa 500 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, pari all’1,5% delle emissioni globali e a quelle del parco auto circolante in Europa. Un mancato risparmio per ogni famiglia di 400 euro che inficia pure l’efficienza delle reti energetiche. Purtroppo, le direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita». «Gli organi di vigilanza, primi fra tutti Ministero dello Sviluppo economico, Autority Antitrust e Polizia postale devono controllare e intervenire tempestivamente – aggiunge Francesco Luongo, vice presidente Mdc – Da parte nostra continueremo a monitorare, anche attraverso questo progetto, le proposte di commercio elettronico».

La realtà meno attenta alle norme è quella dei venditori di mobili e complementi d’arredo, il 53% degli elettrodomestici risulta non conforme alle nuove regole. Nei supermercati visitati, invece, il 77% dei prodotti non è etichettato. In genere, gli elettrodomestici meno etichettati sono gli aspirapolvere (32% venduti senza) e i televisori (18%), assieme alle cappe aspiranti, per le quali vige l’obbligo di etichettatura solo da quest’anno, 1 su due è risultata senza etichetta. Viceversa, il prodotto più e meglio etichettato è la lavastoviglie, solo il 2% risulta privo, forse perché, essendo uno degli elettrodomestici più usati quotidianamente, le famiglie sono più attente alla bolletta energetica.

Infine, solo in un negozio su quattro è stato possibile prendere visione della scheda tecnica informativa più approfondita dell’etichetta, prevista dalla normativa, che va messa a disposizione del cliente su sua richiesta. Nelle prossime settimane, verranno pubblicati, sul sito www.market-watch.it, i dati dettagliati per singolo punto vendita, assieme ai risultati dei test dei prodotti, così si potrà scoprire se ci sono prodotti le cui prestazioni non corrispondono a quelle dichiarate in etichetta.

*L’articolo di Adriana Spera è apparso ieri su Lanuovaecologia.it il magazine di Legambiente

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top