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Venerdì, 26 Giu 2026

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli, "nuova normalità" nella crisi climatica. Diverse le vittime umane. Ma nell'ambiente Naturale è anche peggio.

Penso ai  fiumi. Quelli di portata idrica modesta, piccoli per cause naturali o perché hanno le sorgenti con captazioni per acqua potabile o per l'irrigazione dei campi agricoli, muoiono di notte. Ogni grado di aumento della temperatura dell'acqua fa cadere il tenore dell'ossigeno disciolto.

Di giorno, la fotosintesi dei vegetali acquatici che rivestono il letto del fiume produce l'ossigeno che si discioglie poco per la temperatura alta ma, anche se povero, dà la sopravvivenza a tutto il resto della vita acquatica.

Di notte, la fotosintesi cessa, c'è solo respirazione e quindi consumo del poco ossigeno presente e il fiume muore. Muoiono i pesci, gli avannotti, i girini, gli insetti acquatici, i molluschi e il fiume va in putrefazione. Gli organismi a vita acquatica obbligata non potranno tornarvi mai più, così il fiume smette di essere spazio di vita e depuratore naturale delle acque nel territorio e la quasi totalità dei danni divengono permanenti.

Ma non è tutto. In Francia hanno dovuto fermare una centrale nucleare e ridurre la potenza ad altre, per non fare morire i fiumi grandi come il Garonna. Ogni centrale usa acqua per in raffreddamento degli impianti e la scarica caldissima in un ambiente acquatico già riscaldato dal sole e così destinato a morire di asfissia.

Spero che qualcuno dalle parti di Meloni tragga le conseguenze e anziché del nucleare si avvii l'età delle rinnovabili, come da anni fa la Spagna. In Italia, il decreto legislativo 152 del 2006 pone un limite serio agli scarichi caldi nei corsi d'acqua: non bisogna superare 3 gradi di aumento termico nel fiume tra due sezioni ma la metà del fiume non deve mai superare un solo grado di aumento.

Conclusioni: anche per questo il nucleare è la scelta più sbagliata che può essere fatta, assieme a una quantità di altre motivazioni.

Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
facebook.com/giovanni.damiani.980
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