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Domenica, 23 Ago 2026

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra avviata contro l'Iran suggerita di Netanyahu, era già chiaro da tanti fattori, soprattutto dai continui ultimatum - ne ho contati una quarantina - del Tycoon al regime degli ayatollah. Regime che è riuscito solo a rafforzare poiché le sue bombe e quelle di Netanyahu sono piovute innanzitutto sulla testa di chi si oppone a un regime integralista islamico sanguinario.

Tra i punti di un memorandum che resta fragile per tante ragioni riguardanti il futuro di quella che per ora è poco più di una tregua, c'è la ciliegina finale del punto 14 che restituisce all'Onu e al suo Consiglio di sicurezza quel ruolo che Trump si è pervicacemente proposto di negargli in questi due anni di catastrofica presidenza del Tycoon cotonato per il mondo e per gli americani. Rimane soprattutto la dichiarata e aperta ostilità di Netanyahu all'accordo sebbene il primo punto dica che anche in Libano la guerra d'aggressione di "Bibi" debba cessare.

1. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati nella guerra in corso, dichiarano, con la firma del presente Memorandum d’intesa, la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, e si impegnano a non intraprendere d’ora in poi alcuna azione ostile l’uno contro l’altro e ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza reciproca. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente e dei restanti articoli.

2. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti si impegnano a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’altro e ad astenersi dall’interferire negli affari interni dell’altro

3. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un periodo massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.

4. Immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’intesa, gli Stati Uniti revocano il blocco navale e impediscono qualsiasi interferenza o ostruzione nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran, ripristinando il traffico entro un massimo di 30 giorni alla sua piena capacità; il traffico navale sarà proporzionale al volume di traffico prebellico da parte della Repubblica islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti entro 30 giorni dall’accordo definitivo.

5. Dopo la firma del presente Memorandum d’intesa, la Repubblica islamica dell’Iran adotterà immediatamente le misure necessarie per garantire che il transito di navi mercantili dal Golfo Persico al Mar d’Oman e viceversa riprenda entro 30 giorni ai livelli prebellici, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e di neutralizzare le mine da parte dell’Iran.

6. Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai loro partner regionali, a creare un piano globale concordato da entrambe le parti per il rilancio e lo sviluppo economico della Repubblica islamica dell’Iran, garantendo al contempo un finanziamento di almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di questo piano, nell’ambito dell’accordo finale, sarà definito entro 60 giorni.

7. Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine, secondo un calendario da concordare nell’ambito dell’accordo finale, a tutte le tipologie di sanzioni attualmente in vigore nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), nonché a tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, sia primarie che secondarie.

8. La Repubblica islamica dell’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato che il destino del materiale arricchito e il destino di tutte le altre questioni nucleari di comune accordo, comprese le esigenze nucleari dell’Iran, saranno adeguatamente affrontati in un accordo finale; l’accordo finale confermerà le disposizioni del presente articolo.

9. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti concordano sul fatto che, in attesa di un accordo definitivo, manterranno lo status quo: l’Iran manterrà lo status quo sul suo programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni all’Iran né rafforzeranno le proprie forze nella regione.

10. Gli Stati Uniti si impegnano a rilasciare, immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’intesa e fino alla data di revoca delle sanzioni, deroghe per le esportazioni di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e loro derivati, nonché per tutti i servizi correlati, inclusi quelli bancari, assicurativi, di trasporto e simili.

11. Gli Stati Uniti si impegnano a garantire che, alla luce dei progressi compiuti nei negoziati per un accordo definitivo, i fondi e i beni congelati o vincolati della Repubblica Islamica dell’Iran saranno sbloccati e resi pienamente disponibili. Tali fondi, siano essi detenuti nel conto principale o trasferiti, saranno utilizzati per qualsiasi pagamento finale ai beneficiari determinato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran e saranno pienamente disponibili. Gli Stati Uniti si impegnano a rilasciare tutti i permessi e le licenze necessari a tal fine.

12. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti concordano sulla creazione di un meccanismo di attuazione per sovrintendere alla corretta implementazione e al futuro impegno nei confronti dell’Accordo finale.

13. A seguito della firma del presente Memorandum d’intesa e al ricevimento di garanzie circa l’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11 del presente Memorandum d’intesa e la continua attuazione di tali misure, la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti avvieranno negoziati per un accordo finale esclusivamente in relazione ai restanti articoli.

14. L’accordo finale sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7
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