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Domenica, 23 Ago 2026

Molte categorie, soprattutto occupate nella gestione della ristorazione, delle palestre, delle piscine e impegnate a vario titolo nel mondo dello spettacolo e della cultura, sono preoccupate e protestano per il Dpcm di ieri presentato da Conte.

Dicono che nelle loro attività rispettano i protocolli di sicurezza e non è da loro che la gente s'infetta. In generale non hanno torto. Ma la ratio di fondo del Dpcm del governo discusso con le Regioni non è quello di colpire quelle attività in sé perché sanitariamente insicure, ma di ridurre drasticamente la circolazione umana, attratta anche da quelle attività, perché è lì che si annida l’impennata del contagio.

Quello che bisogna augurarsi è che il Dpcm sia efficace, perché se non lo fosse sarebbero guai più seri e provvedimenti più restrittivi.

A parte questo, è certamente fonte di umorismo, se non fossimo nel tragico, leggere e ascoltare la folla dei commentatori insoddisfatti dei drastici provvedimenti annunciati ieri da Conte per fronteggiare la curva ascendente dell’epidemia.

Se ognuno potesse ammazzare il virus con le risate, non ci sarebbero problemi, basterebbe leggere i giornali e ascoltare i talk show televisivi. Non che manchino anche osservazioni appropriate da parte di alcuni giornalisti, merce rara nel panorama deprimente dei mass media nazionali. Ma la maggioranza sembra essere quella di persone che il lunedì al bar commentano da esperti allenatori le partite a pallone della propria squadra del cuore.

Tra costoro naturalmente spiccano i soliti noti leader della destra: Salvini e Meloni. Il primo, in stato confusionale ormai da oltre un anno a questa parte, è sempre sulla linea riduzionista. Oggi ha ripetuto il consiglio agli italiani, che evidentemente vuole morti dopo che non lo premiano più nei sondaggi e nelle urne, di ricorrere all’idrossoclorichina come il suo faro Trump. Non contento dell’invito al suicidio di massa, se n'è uscito reclamando la nomina da parte del Parlamento di un altro Comitato tecnico scientifico. Per il “bauscia”, la scienza va lottizzata politicamente.

Sente vagamente, con questa sua proposta bislacca, per non dire cretina, di essere confuso con i vari negazionisti e complottisti che infestano il genere umano, perciò mette le mani avanti: “Non sono un complottista, ritengo che la terra sia rotonda e che l'uomo sia andato sulla Luna”. Però, dice, se l’idrossoclorichina non viene iniettata nelle vene degli italiani, è perché “queste tecniche, come la cura al plasma di Giuseppe De Donna, abbiano un difetto: costano troppo poco”.

Anche Burioni l’ha stroncato, il che è tutto dire.

Giorgia Meloni, invece, ha scelto la strada di nascondere il suo tradizionale riduzionismo per attaccare ieri, ospite di “mezz’ora” di Lucia Annunziata, il governo Conte che, secondo lei, brancola sempre nel buio dell’incompetenza e dell’ignavia. “Sapevano benissimo – ha detto - che ci sarebbe stata una seconda ondata, abbiamo fatto una campagna elettorale ad agosto per questo motivo". Solo che il 19 agosto, per non risalire a tutte le sue uscite riduzioniste e lassiste di questi tragici mesi fatte per attaccare le prudenze governative, zimbellava il governo dicendo che i suoi inviti alla cautela erano puramente terroristici e che non c’era bisogno di alcun prolungamento dello “stato d’emergenza” perché “È chiaro – affermava imperterrita - che l’obiettivo del governo è solo uno: mantenere la paura perché attraverso la paura riesce a mantenere se stesso".

Non contenta di tanta preveggenza, oggi tenta la solita furbata. In cambio di una sua disponibilità collaborativa chiede due semplici cosette: il governo ammetta il proprio fallimento e Mattarella garantisca le elezioni dopo il superamento dell’emergenza sanitaria.

A Melo’ facce Tarzan!

Aldo Pirone
Coautore del libro "Roma '43-44. L'alba della Resistenza"
www.facebook.com/aldo.pirone.7

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