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Giovedì, 26 Feb 2026

rattoCon un documento diffuso nei giorni scorsi, Italia Nostra Calabria e Italia Nostra Catanzaro hanno rivolto un appello alla Regione Calabria, alle amministrazioni locali, ai cittadini, alle associazioni, affinché, per la tutela paesaggistica del territorio, sostengano una richiesta di moratoria per l’installazione di ulteriori pale eoliche in Calabria.

Per le due associazioni ambientaliste, “l’installazione di mostri chiamati pale eoliche” ha rappresentato “una vera e propria invasione che ha determinato gravissimi danni paesaggistici, consumo di suolo agricolo, incidenza sugli habitat naturali e la biodiversità, cancellazione di percorsi rurali, deviazione di corsi d’acqua, foraggiamento deviante di politici e di imprenditori. Le pale eoliche hanno devastato il paesaggio senza apportare alcun beneficio alla nostra regione, già da molti anni inclusa tra le principali aree produttrici di energia elettrica. Seconda in Italia per sovrapproduzione ed in piena autosufficienza”.

“I parchi eolici – si legge nel documento-appello – conferiscono un beneficio solo ed esclusivamente ai pochi privati che ospitano l’installazione. Di contro, non apportano alcun vantaggio né al territorio né alla comunità in termini di sgravio di spesa elettrica. Comportano l’imbarbarimento del paesaggio, l’inquinamento acustico ed elettromagnetico, la decimazione della fauna aviaria, il rischio di compromissione delle falde acquifere, la modifica della regimentazione delle acque meteoriche a causa delle strade di servizio per la costruzione degli aerogeneratori, la creazione di fondazioni per decine di metri nel sottosuolo, piazzole enormi per la movimentazione dei trasporti speciali di torri, rotori e pale, la posa di cavi elettrici in trincea, l’incerta aspettativa di un loro corretto smaltimento e ripristino dello stato ex ante al tempo della dismissione per obsolescenza dell’impianto”.

Italia Nostra Calabria e Italia Nostra Catanzaro, pur non essendo contrarie alle energie rinnovabili, sostengono “la necessità di opporsi alla installazione di nuovi impianti in luoghi ricchi di storia, di cultura, di arte e di giacimenti archeologici, come nel caso dei tre progetti nei territori di Squillace e Borgia nella Provincia di Catanzaro, a pochi chilometri dalla costa ionica, lungo i crinali delle armoniose colline che si attraversano imboccando la nuova statale 106”.

Si tratta “di uno dei paesaggi costieri più belli del mare Ionio, con il suo magnifico entroterra che è ancora possibile ammirare addentrandosi fino a Girifalco, limite oltre il quale si assiste alla mostruosa colonizzazione aliena del mondo rurale in nome dell’energia pulita. Bastano tre nomi: Skylletion, Scolacium, siti cassiodorei, per ricordarci l’enorme patrimonio storico culturale che verrebbe contaminato da chi ignora che questo non è un luogo qualunque”.

L’auspicio di tanti cittadini Calabresi, e non solo, – che hanno a cuore la salvaguardia dello straordinario paesaggio nel mirino di coloro che intendono adibirlo a sito di decine e decine di pale eoliche – è che la richiesta di Italia Nostra non venga disattesa dalla Regione Calabria.

Adriana Spera
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