Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 26 Mag 2026

Ci sono due modi per intendere la transizione ecologica, che portano a risultati apparentemente risolutivi ma ad effetti opposti.

Il primo modo poggia le sue fondamenta sul funzionamento degli ecosistemi e dei cicli naturali e percorre strade in aderenza alla natura ripettandone i limiti; il secondo modo è tecnocratico: pensare che la tecnologia risolva tutto e così cogliamo anche "occasione di sviluppo" misurato col Prodotto Interno Lordo.

Esempio: pensate a dover intervenire in un posto ove la gente si ammala e muore per cause ambientali. Una strada è individuare e rimuovere le cause che portano malattie, agendo alla fonte, magari con inevitabili provvedimenti dolorosi, nell'immediato, per l'economia. Altra strada, quella tecnocratica, è risolvere i problemi dotando, ad esempio, le abitazioni di apparati di filtrazione dell'aria, fare ricorso a cibi controllati prodotti in tunnel-serra in idroponico elettronicamente controllato… e se le persone si ammalano comunque, le riforniamo di una buona dotazione di pacemaker, bombole di ossigeno, più apparecchi di dialisi, turni di plasmaferisi... e potremo sentir dire: «abbiamo risolto i problemi! La gente vive ove prima moriva! E abbiamo coniugato ecologia ed economia! Azz, come siamo stati bravi!».

Ma intanto quella non sarebbe vita (al più, forse, sopravvivenza), ed è comunque una situazione fragile, perché dipendente dal buon funzionamento di una macchina, di un transistor, di uno dei congegni…

Conclusione: la tecnologia è solo una piccola parte della transizione ecologica, che è cosa molto più vasta, profonda e complessa, multidisciplinare, sociale, culturale… che richiede anche, e soprattutto, molta biologia dell'Ambiente e scienze naturali. Oltre ad una buona impostazione nel saper valutare la complessità.

Una foglia è assai più complicata di un circuito integrato. Un'automobile o un aereo sono assai meno complicati di un asino. La prova? Non sono capaci neppure di affezionarsi al pilota!

Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e Direttore tecnico di Arta Abruzzo
facebook.com/giovanni.damiani.980
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Professore d’orchestra licenziato causa Covid ottiene giustizia in Cassazione

Con ordinanza n.14088/2026, pubblicata il 13 maggio scorso, la Cassazione – sezione Lavoro – ha...
empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
Back To Top