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Lunedì, 24 Ago 2026

Stanno succedendo delle cose (leggendo la stampa). La politica di acquisizione dei vaccini della UE non sembra dare i frutti sperati e riceve critiche sempre più forti; le scadenze di consegna si spostano in avanti e in cambio aumentano le dosi promesse. Austria e Danimarca si accordano con Israele per produrre vaccini. La Repubblica Ceca pensa di rivolgersi alla Russia per Sputnik, anche Bonaccini lo propone; San Marino ce l’ha già. Le asticelle dell’EMA sembrano molto elevate, le procedure di verifica lente e forse l’impostazione troppo rigida. Il MISE valuta la possibilità di riconvertire aziende italiane per produrre vaccini, su licenza: non facile, ci vorrà qualche aiuto di stato. Gli US pensano di vaccinare tutti gli adulti entro maggio (!). La Turchia usa il vaccino cinese. L’Albania ha quasi niente: ha chiesto, invano, l’aiuto di Bruxelles. Macron ha proposto un intervento di solidarietà con i paesi più poveri, Draghi ha detto no.

Ma intanto, come vanno le cose da noi? I media fanno la consueta parte di confusione proponendo pareri a 360 gradi: “una dose sola e poi si vedrà; a chi ha contratto il Covid ne basta una sola (ma non sono in parte già immunizzati?); meglio gli anziani, no, meglio i giovani, no, meglio quelli che lavorano. Sono spariti i progetti di gazebo, Arcuri è stato messo alla porta pochi giorni prima della scadenza, qualcuno viene vaccinato ma piani e criteri restano oscuri, e diversificati fra le regioni. Forse, invece di reclamare i verbali del CTS sarebbero da reclamare i piani di vaccinazione e gli stati di avanzamento.

Ma non è tutto. Scopriamo ad esempio, dal Corriere della Sera, che il 30% delle dosi disponibili non è stato somministrato; questa percentuale varia molto fra le regioni. Come mai, che cosa manca? E’ stato tenuto per la seconda dose? Da una delle province lombarde vengo a sapere che sì, è vero, ci sono migliaia di dosi in freezer, e che mancano i medici per somministrarle.

I medici? Ovviamente sono molto impegnati. Leggo che Bertolaso, in Lombardia, ha proposto l’impiego degli specializzandi, e che questi sarebbero disposti ad accettare ad alcune condizioni e non “a discapito della loro formazione”. Certo. Leggo anche che l’elenco dei centri vaccinali non è ancora completo. Certo, non c'è fretta.

I medici. Da non addetto mi sfugge la assoluta necessità che il vaccino sia somministrato solo da un medico, in particolare in una fase di grande emergenza come questa.

In Canada, paese del G7, il vaccino lo somministrano infermieri; dal 15 marzo si farà presso le farmacie, come avviene regolarmente anche per quello antinfluenzale. Hanno cominciato a vaccinare anche gli over 70.

Sta di fatto che criticare (legittimamente) la UE con i vaccini nel freezer non è una bella mossa. E, soprattutto, i vaccini del freezer potrebbero salvare qualche vita e alleviare qualche sofferenza.

E poi i vaccini non dovrebbero essere merce soggetta alle classiche regole del mercato: ma questa è, ancora una volta, un’altra storia.

*Articolo con dati aggiornati al 3 marzo 2021

Massimiliano Stucchi
facebook.com/massimiliano.stucchi.585

 

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