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Sabato, 07 Mar 2026

In occasione della recente Giornata Nazionale degli Alberi, il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, ha diffuso una nota che, di seguito, riporto.

Celebriamo oggi l’indispensabile ruolo degli alberi per la tutela del nostro ecosistema. Sono i nostri migliori alleati per l’adattamento, per la qualità di vita nei centri urbani e per la difesa del territorio da fenomeni di dissesto idrogeologico. Tra le grandi priorità del Ministero c’è la tutela del patrimonio forestale, nel quadro della nostra Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030: il nostro Paese, coperto per un terzo da boschi, trae un grande beneficio da questo nostro patrimonio, espressione di ricchissima diversità biologica e fondamentale argine ai cambiamenti climatici per la capacità di assorbire la Co2. In linea con l’ambizioso obiettivo europeo di piantare almeno tre miliardi di alberi nel continente, l’Italia sta portando avanti una serie di iniziative, tra cui quella di forestazione prevista nel PNRR: un impegno che sta andando avanti con pragmatismo e la piena condivisione delle città metropolitane interessate”.

Caro Signor Ministro, noi Le vogliamo credere ma per farlo Lei dovrebbe rispondere a qualche considerazione.

1) Non si piantano alberi, così come non nascono uomini bensì BAMBINI. Si piantano alberelli, virgulti, che hanno bisogno di CURE almeno nei primi 3 anni, ma per 5 sarebbe meglio. L'Italia è piena di fallimenti di " alberi piantatati" morti poi a migliaia per semplice assenza di irrigazione. Non basta piantare ma occorre sapere quali specie piantare, di caso in caso, e prevederne progettualmente le cure. Viceversa è greenwashing.

2) Per essere credibile, bisogna rispettare il patrimonio arboreo già esistente (operazione che non ha costi), il che vuol dire abbandonare la pratica distruttiva dei ceduo (tagli a raso) e, soprattutto, TOGLIERE GLI INCENTIVI STATALI, GENEROSISSIMI, ALLE BIOMASSE AD USO ENERGETICO-INDUSTRIALE. Oggi, come noto, tagliano alberi dappertutto per mandarli ad essere bruciati nelle centrali a biomasse perché questa pratica è incentivata dallo Stato al cui vertice Ella si trova, atteso che ogni euro di profitto realizzato in questo campo ne riceve altri 3,9 (!) pagati con fondi prelevati dalle nostre bollette elettriche.

3) La presunta grande estensione dei boschi italiani non è vera. È frutto dell'unità di misura - sbagliata - introdotta dall'ultimo censimento forestale italiano che è l’ettaro. Ma i boschi sono tri-dimensionali e non si misurano in ettari bensì in massa legnosa per ettaro: metri cubi/ettaro (che in termini forestali si chiama "provvigione" e che in Italia è bassissima, circa la metà rispetto al resto d'Europa, perché qui si taglia troppo e a turni troppo ravvicinati). Ne deriva che siamo ridotti a importare legno per mobili, infissi ecc... perché il nostro lo bruciamo troppo e precocemente.

4) Prendendo a riferimento, come evidentemente Lei fa, gli anni del dopoguerra, quando i boschi italiani erano ridotti al minimo, gli stessi sono aumentati di poco. Se si prendesse in considerazione un'altra data, l’assunto per cui i boschi attualmente sarebbero estesi come mai, cadrebbe.

5) Se continuiamo a mantenere per i boschi, l'ettaro come unità di misura, coi rilievi satellitari includiamo nel novero delle foreste censite anche arbusteti, ceppaie e boschetti teneri di neo-formazione in terreni montani abbandonati dall'agricoltura passata di sussistenza e persino praterie (i satelliti “vedono” le superfici fotosintetiche). In termini forestali, storicamente, si considerano "boschi", invece e più propriamente, le formazioni ove gli alberi abbiano un'altezza superiore a 5 metri.

Infine: bruciare legna massivamente, a livello industriale, aggrava la crisi climatica e l’inquinamento atmosferico. Non parlo della stufa di montagna, del caminetto di chi non ha alternative per scaldarsi… ma della strage INDUSTRIALE di alberi, in corso, legata alla filiera del pellet e delle oltre 30 grandi centrali elettriche a biomasse in Italia.

Da queste cose si vedrà l'aderenza o la distanza tra le parole e i fatti.

Cordiali saluti.

damiani giovanni tondoGiovanni Damiani
Presidente G.U.F.I. - Gruppo Unitario Foreste Italiane
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
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